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Moda «Quer» a Zurigo

Lela Scherrer, autunno/inverno 02/03

È arrivato alla sesta edizione, ma non si stanca di crescere. Il Quer Fashion Lounge si svolge due volte l'anno a Zurigo.

È una boutique estemporanea, una vetrina e un palcoscenico per le firme emergenti della moda svizzera.

La moda nella sala d'attesa

Champagne, divani, un dj che suona in una stanza dalle grandi vetrate che guardano la Limmat: lounge sta per relax e sala d'attesa, un'atmosfera accogliente per curiosare fra pezzi unici e prêt à porter.

Ci sono creazioni alla portata di tutte le tasche, piccole cose che chiunque si può permettere insieme ad oggetti di lusso, per stipendi a quattro zeri: vestiti e accessori sono sparsi nella grande stanza e provare non costa niente.

Quest'anno in mostra ci sono 35 stilisti made in Switzerland: nomi già affermati e firme emergenti, giovanissimi e factory famose. Ci sono le linee raffinate di Anne-Martine Perriard: cardigan e costumi per sentirti Grace Kelly quando vai al Solbad.

Giocano con forme hi tech Fort & Nah, mentre Claudia Innocenti ricicla i tessuti originali dell'esercito svizzero per farne minigonne e giacche dai tagli asimmetrici e decisamente sexy.

Fra le tentazioni da cogliere al volo, gli impermeabili di Helene Clément da Basilea: leggeri ed eleganti, per uomo e per donna, ne vende seimila l'anno nelle boutique di mezzo mondo. E vanno a ruba in Giappone i gioielli optical di Miguel.

All'altezza dello standard internazionale

La moda svizzera gioca con la sperimentazione, fra tradizione e alta tecnologia, e ha una caratteristica: "Non ha niente da invidiare alla moda europea: é solo meno conosciuta".

Rolf Nungesser e Christian Reymond hanno fondato Quer e sono felici di constatare che « quest'anno abbiamo raggiunto un livello alto di qualità e design, all'altezza dello standard internazionale".

La novità di questa edizione é il gemellaggio con Gwand: così sono esposte al Fashion Lounge in anteprima le creazioni che saranno presentate a Lucerna alla fine del mese.

Designer che lavorano all'estero

In mostra ci sono anche designer che sono partiti dalla Svizzera per andare a vivere e lavorare in altri paesi: come Markus Huëmer, ora di stanza a New York. Il bernese Adrian Reber, che si è trasferito a Parigi e disegna solo vestiti da uomo, fatti a maglia e a mano.

E come Lela Scherrer, che lavora ad Anversa, in Belgio, e ha vinto il concorso federale SwissDesign02 con la linea "Civil disobedience: può la moda essere politica?".

Dal concorso federale a Quer anche la linea 37 gradi di Maria Pia Amabile e Maya Abplanalp, guanti e cappelli, cinture, polsiere e manicotti imbottiti di noccioli di ciliegia: da mettere al forno prima di uscire di casa, per rimanere al caldo a lungo.

Il lavoro di promozione che fa Quer, quest'anno ha ricevuto un finanziamento dell'Ufficio federale per la cultura.

"Un riconoscimento importante del lavoro che portiamo avanti, con il Fashion Lounge e con l'agenzia di promozione degli stilisti svizzeri."

E uno schiaffo al luogo comune di chi pensa che creare vestiti sia sinonimo di business, ma per tanti stilisti si tratta di arte.

Quer Fashion Lounge é alla Hardturmstrasse 122: fino al 10 novembre, è aperto tutti i giorni dalle 12 alle 23.

Serena Tinari


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