Siamo tutti stranieri, una storia europea

Una delle immagini della mostra di Zurigo: donne straniere a Berlino (foto Mehmet Ünal) Mehmet Ünal, Mainz

Al Museo Nazionale di Zurigo una mostra multimediale che nasce dalla collaborazione di sette musei del continente europeo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 luglio 2005 - 14:44

L'esposizione invita ad esplorare le strade della storia della migrazione. Fino al 2 ottobre.

«Quando si spende troppo tempo viaggiando, si diventa stranieri in patria». Lo scriveva Cartesio, nel suo celeberrimo Discorso sul Metodo. Lo sperimenta sulla pelle ogni persona che per bisogno o passione si ritrova a varcare le frontiere.

Sul tema a Zurigo c’è cibo per la mente: un percorso multimediale e internazionale per esplorare i margini e i meandri dei concetti di patria e straniero, viaggio e ritorno.

L’esposizione è assolutamente originale e nasce dalla collaborazione fra sette musei europei – una polifonia mai stonata. L’allestimento è allusivo: oggetti e pannelli sono ospitati in bauli, casse e valigie.

Ma è dall’ingresso, che la posta in gioco si fa chiara: ai muri, ci sono fotografie formato magnum di Swiss Press Photo, il riconoscimento che premia ogni anno le immagini che hanno segnato la Confederazione.

Sfilano il padre della Swatch, Nicolas Hayek: residenza a Biel, origini libanesi e americane; la stella del calcio Hakan Yakin, turco col passaporto elvetico; l’affascinante vedova di Balthus, madame Setsuko Klossowska de Rola – svizzera dalle evidenti ascendenze nipponiche.

E ancora un richiedente l'asilo portato via a forza dalla polizia vodese e un’immigrata che pulisce le toilettes dell’Expo nazionale.

La storia è padrona

Una parete è occupata da un piccolo capolavoro di comunicazione: sono i moduli riempiti presso l’Ufficio federale dei rifugiati – in decine di lingue del (terzo) mondo. Giusto a fianco, ci sono alcuni lavori premiati dal Festival Internazionale del Fumetto di Lucerna.

Ecco le creature di Thias Scaffidi dal canton Berna che proclamano: «La patria? È semplice: è dove il tuo cuore si sente a casa». Gli fa eco una buffa storia con un bimbo che scappa di casa in cerca di Heidi – arriva in cima alle Alpi e infine la ritrova... in un televisore.

Ma è la Storia, a farla da padrona. La storia dei personaggi famosi ma soprattutto di milioni di persone comuni – in cammino attraverso i secoli. L’excursus storico si spinge a raccontare la Lega Anseatica e i Romani in Germania, passando per l’invasione del Lussemburgo nel 1940.

Nei secoli mercenari

Tante le chicche nazionali, come la storia dei Navers – artigiani scandinavi che per tradizione alla fine del loro apprendistato devono viaggiare tre anni. Dall’inizio dell’ottocento ai giorni nostri almeno 200mila di loro hanno percorso il continente europeo – mete del cuore Svizzera e Germania.

Non potevano mancare i lavoratori, braccia e volti al servizio di un’altra nazione. Ci sono gli italiani in Svizzera, i turchi in Germania, le vittime della costruzione del tunnel del san Gottardo.

Un capitolo a parte è dedicato alle guardie svizzere, quei «giovani elvetici che da oltre cinque secoli si guadagnano da vivere come mercenari». Ci sono armature e alabarde, foto private e stendardi da battaglia.

Stelle e soggettività

Fra i personaggi, sfilano volti e ritagli di storie esemplari. Da Carl Ludwig Engel, architetto tedesco che costruì gli edifici più importanti della capitale finlandese.

Ad un altro tedesco, Claus von Amsberg, che fra proteste e veri e propri moti insurrezionali al grido di «Persona non grata, che non passi lo straniero» sposò la principessa Beatrice d’Olanda e riuscì a farsi accettare dalla popolazione. E ancora il filosofo Spinoza, gli Ugonotti, Londra come asilo dalla furia nazi-fascista durante la seconda guerra mondiale.

Multimedia fa rima con interazione: provateci anche voi. Riempite il questionario di Max Frisch, per cercare di capire dov’è che vi sentite in patria – e perché, poi.

E fatevi immortalare dalla postazione elettronica posta giusto nel cuore dell’esposizione. La vostra foto entrerà a rotazione sui vicini e grandi schermi a cristalli liquidi. E insieme alla mostra, girerà il mondo.

swissinfo, Serena Tinari, Zurigo

Fatti e cifre

Accompagnano l’esposizione due iniziative.

Un atelier di danza: il 2, 16, 30 ottobre e il 6 novembre.

«La cucina italiana conquista Zurigo 1900-2000»

Visite guidate per scuole e gruppi su prenotazione.

Ogni martedi alle 18, visita guidata in almeno due lingue con aperitivo finale a base di specialità regionali.

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In breve

«Siamo tutti stranieri – quasi ovunque» è al Museo Nazionale Svizzero di Zurigo fino al 2 ottobre.

La mostra è un progetto dell’associazione europea Euroclio, a cura della Haus der Geschichte di Bonn.

Hanno collaborato musei di sette paesi: il Museo dei lavoratori di Copenhagen, il Museo biblico di Amsterdam, il Museo di tedesco di storia di Berlino, il Museo nazionale di storia di Atene, il Museo della città di Helsinki, il Museo della città di Lussemburgo e il Museo Nazionale svizzero di Zurigo.

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