La stagione dei festival porta tanta musica e molti rifiuti

Greenfield Festival a Interlaken, nell'Oberland bernese. © Keystone / Peter Klaunzer

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La Svizzera è tra i paesi al mondo con la più alta densità di festival musicali all'aperto. La nota stonata sono le tonnellate di rifiuti che rimangono dopo i concerti.

Paléo, San Gallo, Frauenfeld, Gurten, Greenfield, Gampel, Rock the Ring… la lista dei festival musicali all'aperto in Svizzera è lunga. Così lunga che con circa 300 eventi all'anno la Svizzera è tra i paesi con la più alta densità di open air al mondo, afferma a swissinfo.ch Christof Huber, segretario di Yourope, l'associazione degli organizzatori di festival musicali in Europa.

Un primato che secondo Christof Huber ha poco a che vedere con l'elevato potere di acquisto degli svizzeri. "Penso che sia dovuto più che altro alla durata relativamente corta dell'estate. Lo vediamo anche nei paesi scandinavi e in Germania: la gente trascorre volentieri l'estate all'aperto e di conseguenza i festival musicali sono molto apprezzati".

Dopo la musica, i rifiuti

La stagione dei grandi concerti all'aperto dura da metà giugno a metà agosto. Con circa 230'000 spettatori in sei giorni, il Paléo Festival di Nyon, tra Losanna e Ginevra, è il più grande appuntamento musicale all'aperto in Svizzera.

Accanto ai grandi nomi annunciati per quest'estate, tra cui The Cure, Elton John, Toto e Sting, c'è però uno spettacolo di cui gli organizzatori farebbero volentieri a meno: quello che si presenta alla fine di ogni evento, con prati ricoperti da tonnellate di rifiuti, bottiglie, plastica e soprattutto tende da campeggio.


Tende di cartone

Per ridurre una parte dei rifiuti, due festival svizzeri - Greenfield a Interlaken (Berna) e Bourning-Mountain a Zernez (Grigioni) - hanno deciso di introdurre una novità proveniente dall'Olanda: le tende di cartone.

Impermeabili e per due persone, le tende di Kartent sono riciclabili al 100%, ha spiegato alla radio svizzera di lingua tedesca SRF Iris Huggler, responsabile del Greenfield Festival. Finora, l'azienda olandese ha venduto circa 50'000 tende di cartone a un centinaio di open air nel mondo. In Svizzera, il riparo costerà circa 90 franchi.

Un falso incentivo

Sebbene Kartent affermi che la produzione di una tenda di cartone emette la metà di CO2 rispetto a quella di una classica tenda da campeggio, non tutti sembrano entusiasti dell'idea.

Il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa), citato da SRF, rileva innanzitutto che è difficile paragonare il bilancio ecologico del cartone con quello del materiale sintetico. Secondariamente, l'esperta di economia ambientale Barbara Dubach si chiede se quella delle tende di cartone, malgrado la possibilità di riciclaggio, sia davvero la strada giusta. La soluzione ideale, afferma, sarebbe di andare al festival con la propria tenda e di riportarla a casa alla fine dei concerti.

Della stessa opinione, Christof Huber, responsabile dell'open air di San Gallo, ritiene che le tende di cartone non siano il giusto incentivo. "Rafforzano la mentalità dell'usa e getta". Più efficace appare invece il sistema adottato a San Gallo. "Cinque anni fa abbiamo introdotto un deposito di 20 franchi sulle tende introdotte dall'esterno. Abbiamo ottenuto ottimi risultati: l'anno scorso, l'85% delle tende è stato riportato a casa", afferma Christof Huber.

Musica a emissioni zero

Quello di San Gallo è il primo grande festival musicale all'aperto in Svizzera a compensare le proprie emissioni di CO2. Da quest'anno, le emissioni generate da spettatori, artisti (responsabili di oltre il 50% dell'impronta ecologica dell'evento) e dall'intera organizzazione saranno compensate tramite i progetti sostenuti dall'associazione svizzera myclimate. Tra questi: la rinaturalizzazione delle zone palustri nel canton Glarona e un progetto di riforestazione in Nicaragua.

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