Troppo pochi i latini ai vertici della Confederazione

I posti dirigenziali dell'amministrazione federale rimangono ancora oggi dominati dalla maggioranza svizzero-tedesca Keystone

I membri di Helvetia latina, riuniti sabato in assemblea generale a Lugano, hanno deciso di lanciare diverse azioni nel corso dell'anno per sensibilizzare le autorità sulla necessità di aumentare il numero dei dirigenti della Svizzera latina nell'amministrazione federale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 marzo 2001 - 17:41

I latini ai vertici dell'amministrazione federale sono ancora troppo pochi. È quanto hanno tenuto a ricordare nuovamente gli aderenti di Helvetia latina, associazione di cui fanno parte diverse centinaia di persone tra funzionari federali e parlamentari di lingua francese, romancia o italiana.

Helvetia Latina ammette che i latini sono attualmente ben rappresentati in seno all'amministrazione federale. Tuttavia, precisa il comunicato diramato al termine dell'assemblea generale, la loro presenza tende a diradarsi a mano a mano che si sale nella gerarchia. L'associazione ha annunciato per quest'anno varie azioni di sensibilizzazione affinché il governo prenda in esame questo problema e adotti dei provvedimenti.

Quale nuovo segretario generale di Helvetia latina è stato inoltre nominato Philippe Zahno, portavoce dello Stato maggiore generale ed ex-responsabile della redazione francofona di Radio Svizzera Internazionale. Istituita nel 1980, l'associazione è attualmente presieduta dal consigliere nazionale giurassiano François Lachat, membro del Partito popolare democratico.

Oltre a 58 parlamentari, Helvetia latina raggruppa diverse centinaia di impiegati pubblici. Sua funzione precipua è vegliare a che l'amministrazione federale tenga conto di una giusta rappresentanza delle minoranze nell'attribuzione degli impieghi.

swissinfo e agenzie

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