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Uno svizzero sull'Acropoli

Il modello del nuovo museo, presentato alla stampa dal ministro greco della cultura Evangelos Venizelos

(Keystone)

Sarà l'architetto losannese Bernard Tschumi a costruire il museo dell'Acropoli, ad Atene. Il progetto da 68 milioni di franchi, contribuirà a valorizzare il patrimonio archeologico greco.

La storia infinita conosce la parola fine. La Grecia ha assegnato la costruzione del museo dell'Acropoli all'architetto elvetico Bernard Tschumi, elogiandone l'essenzialità e la semplicità della bozza di progetto.

Dopo 12 anni, la decisione

Si chiude quindi un capitolo che ha tormentato per anni il governo di Atene. Sin dal 1989, quando la compianta Melina Mercouri, che fu ministro della cultura e sindaco della città, decise di promuovere l'idea di un grande museo dell'Acropoli.

Progetti e promesse si sono inseguiti al ritmo di un defatigante balletto delle incertezze. Due architetti italiani erano in pole position, poi sono intervenuti problemi, veti, difficoltà. E ora, nonostante le obiezioni delle associazioni ambientaliste che temono conseguenze sul monumento simbolo della Grecia e che rappresenta anche la culla della nostra democrazia, il sì è arrivato.

Museo pronto per le Olimpiadi

Bernard Tschumi ha lavorato in silenzio, fuori dalla grancassa propagandistica, e ha vinto. Fra due mesi e mezzo dovrà presentare il progetto, da realizzarsi entro la prima metà del 2004, in tempo per le Olimpiadi.

Il museo sarà di due piani, coprirà uno spazio di 25'000 metri quadrati e avrà il tetto in vetro, per utilizzare al massimo la luce naturale. Certo, l'opera sarebbe completa se nel frattempo venissero restituiti alla Grecia i famosi fregi del Partenone, che furono ceduti agli inglesi durante l'occupazione turca e che sono in mostra a Londra.

Un immenso patrimonio archeologico

Si trattò di una vendita di favore, e da tempo Atene chiede che venga riparato il torto subito. Dei fregi si sono occupati in tanti, a cominciare dall'ex-presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, che apertamente sostenne i diritti della Grecia. Anche di recente, la stampa americana è intervenuta in maniera massiccia per difendere il diritto di Atene di riavere quei preziosi frammenti della propria storia.

La Grecia, dopo anni di sciattezza, ha finalmente deciso di valorizzare e proteggere il suo immenso patrimonio archeologico e di difenderlo con ogni mezzo. Basti pensare che la sola costruzione di due linee del metrò ha portato alla luce dieci diversi livelli di civiltà. I lavori sono stati sospesi più volte, e tutti i reperti sono in mostra, parte nei musei e parte nelle stazioni del metrò, protetti da vetri antiproiettile.

Antonio Ferrari, Atene

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