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Via al grande Festival

Il pubblico della Piazza Grande, visto dalla cabina di proiezione

(Keystone Archive)

La 55esima edizione del Festival internazionale del film di Locarno si presenta con molte novità: più popolare, più ricco, più ambizioso. Dal 1° all'11 agosto riparte il carrozzone per una scorpacciata di film.

Al secondo anno sotto la direzione di Irene Bignardi e di Marco Solari, si consolida la strada verso l'apertura, imboccata nella scorsa edizione anche grazie alla maggiore disponibilità finanziaria. Una tendenza rafforzata inoltre dal nuovo statuto di festival generalista di categoria A, assegnato a Locarno dalla distribuzione internazionale.

Sia nel concorso sia sulla Piazza Grande, le pellicole si annunciano infatti più accessibili al grande pubblico. Meno esperimenti e più grandi star, dunque, rispetto all'era del direttore Marco Müller. Mel Gibson, Gwyneth Paltrow e Al Pacino saranno ospiti, almeno in pellicola.

Ma anche nelle altre sezioni il Festival cresce ulteriormente in questa edizione del 2002. E la sete non sembra avere fine, benché i limiti siano dietro l'angolo. Una migliore organizzazione delle sale dovrebbe accogliere ancora più pubblico, ma le infrastrutture alberghiere - si annuncia da più parti - sono arrivate al limite delle loro capacità.

Nel 2001 erano già 175'000 le presenze registrate e la tendenza è ancora al rialzo per l'unico dei grandi festival che trova il suo charme nel grande seguito di pubblico. Ma anche nella programmazione, gli organizzatori vogliono tenere il passo con i grandi rivali di Cannes, Venezia e Berlino.

Un programma più ricco

Durante i dieci giorni Locarno sarà la capitale del cinema con ben 192 pellicole in programma. 17 film passeranno sul megaschermo della Piazza, 22 nel concorso ufficiale, altrettanti nella sezione video. Fedele alla tradizione, rimane la caratteristica apertura internazionale. Solo nella corsa al "Pardo d'oro" ci sono ben 17 nazioni, fra cui l'India e l'Ungheria, la Cina e gli Stati Uniti. La Svizzera è presente con due coproduzioni.

Più film americani, più grandi produzioni non dovrebbero però compromettere il profilo della manifestazione: la direttrice tiene a sottolineare che non è solo l'appetibilità per il pubblico ad aver definito le scelte. "I premi più ricchi che possiamo offrire in questa edizione e la nuova categoria - afferma Irene Bignardi - hanno portato ad una corsa ai Palmares più convenzionale, ma non abbiamo rinunciato per questo ad una rigorosa scelta tematica". Sulla qualità narrativa anche la nuova direzione non vuole fare dei compromessi.

Il "Pardo d'onore" andrà a Sydney Pollack, mentre dalla Cineteca nazionale di Kabul arriva una selezione di documenti afgani. Un tributo all'attualità internazionale con una prospettiva sconosciuta.

Anche nelle retrospettive e nei programmi speciali ci sono delle novità. Più esperienze di contaminazione fra video e pellicola, fra cinema e letteratura, tra narrazione convenzionale e sperimentalismo, tra indipendenza artistica e distribuzione. La nuova "Città del Cinema" sarà il polo d'incontro, la nuova "Piazza" per i dibattiti e gli scambi fra operatori, artisti e pubblico.

Infrastruttura migliorata

Il bilancio supera per la prima, volta i nove milioni di franchi e l'appuntamento per i cinefili di tutto il mondo si presenta con un'organizzazione riveduta e delle strutture rinforzate. Con un rinnovato impegno statale, Locarno può guardare con una certa serenità a questa edizione e anche al futuro.

Grazie ad un investimento straordinario di 2,8 milioni è nato intorno al Palazzetto Fevi, un nuovo centro per i servizi e le manifestazioni. Tre sale, riunite intorno alla struttura, offrono spazio per il pubblico sempre crescente, oltre che un riparo per almeno 5'000 spettatori, nel caso la proiezione in Piazza Grande affoghi nella pioggia.

Per i dieci giorni di festa del cinema si attendono quindi sorprese e conferme. swissinfo sarà presente a Locarno con la cronaca, approfondimenti e interviste.

Daniele Papacella

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