Winterthur, capitale elvetica della fotografia

Dal 2003, un nuovo edificio ospita la Fondazione svizzera per la fotografia e parte del Museo della fotografia di Winterthur. Fotostiftung/Fotomuseum Winterthur

Nato nel 1993, il Fotomuseum di Winterthur esplora con coerenza e determinazione il mondo della fotografia in tutte le sue accezioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 luglio 2005 - 17:14

Per il suo decimo anniversario, il museo è stato affiancato dalla Fondazione svizzera per la fotografia. Insieme, le due istituzioni fanno di Winterthur un polo della fotografia in Svizzera.

«Il Museo della fotografia è nato al momento giusto. Risponde alle domande di una società in cui l'immagine ha un ruolo sempre più importante». Joy Neri, responsabile per il fundraising, sottolinea subito l'approccio ampio alla fotografia che è proprio del Fotomuseum di Winterthur.

Fotografia come arte e come documento

«Qui guardiamo alla fotografia come arte, ma anche come documento», chiarisce, mentre mi accompagna attraverso gli spazi espositivi ricavati dai locali di una vecchia fabbrica tessile.

Sorto nel 1993 su iniziativa privata, il museo si è subito profilato per il suo orientamento internazionale e per l'attenzione dedicata alla fotografia in tutti i suoi aspetti, dalla foto artistica al reportage giornalistico, dalla moda al design industriale, dalla foto segnaletica a quella medica.

Nelle esposizioni organizzate finora, il museo si è preoccupato di alternare presentazioni del lavoro di fotografi e artisti contemporanei (Lewis Baltz, Nan Golden, Boris Mikhailov, William Eggleston...) a retrospettive di classici della fotografia (Karl Blossfeldt, August Sander, Dorothea Lange, Weegee,...) e a mostre tematiche, capaci di porre nella giusta luce anche la fotografia applicata.

Un museo di fama internazionale

Con circa 8 esposizioni l'anno - di cui quattro grandi, due più piccole nella «Galleria» (che spesso fa da contrappunto alla mostra principale) e due dedicate alla collezione del museo – il museo di Winterthur ha conquistato ormai una posizione solida nel panorama artistico nazionale e internazionale. Circa il 20% dei visitatori proviene dall'estero.

«Oggi il Fotomuseum è uno dei 10 migliori musei di fotografia al mondo ed è il più grande in Europa», afferma con un pizzico di orgoglio Joy Neri. Che aggiunge: «Un successo che dipende dalla coerenza e dalla qualità del nostro programma. Inoltre siamo una piccola equipe, capace di reagire molto in fretta agli stimoli che vengono dalla società».

Nel corso degli anni il museo ha creato anche una propria collezione, che oggi conta circa 3000 fotografie. Si tratta di opere realizzate a partire dagli anni '60 del secolo scorso, soprattutto da artisti che hanno già esposto nel museo.

«Non siamo tanto interessati a singole immagini, quanto piuttosto a una scelta rappresentativa delle opere di alcuni 'fari' della fotografia contemporanea», specifica Joy Neri.

Un buon vicinato con la Fondazione di fotografia

Nel novembre del 2003, un colpo di fortuna ha contribuito a dare a Winterthur una posizione ancora più importante nel panorama della fotografia. Grazie ad un contributo di 8,4 milioni della Fondazione Volkart, la Fondazione svizzera della fotografia ha lasciato il Kunsthaus di Zurigo, per trasferirsi in un'ex-fabbrica dirimpetto al Museo di fotografia.

Nel nuovo edificio hanno trovato spazio un piccolo ristorante, un negozio di libri artistici, delle postazioni multimediali, una biblioteca specializzata, naturalmente gli archivi - dove le fotografie possono essere conservate in condizioni climatiche ottimali – e due spazi espositivi, uno per la fondazione e uno per il museo.

Le due istituzioni rimangono tuttavia indipendenti. La Fondazione per la fotografia ha il compito di conservare e valorizzare il patrimonio fotografico del paese ed è finanziata in ragione del 70% dalla Confederazione. Il Museo della fotografia, che guarda soprattutto alla fotografia contemporanea internazionale, si finanzia per tre quarti con soldi privati (membri, sponsor e visitatori).

Il pubblico sembra apprezzare la vicinanza. Quattro quinti dei visitatori comprano il biglietto che permette l'ingresso in entrambe le istituzioni. E non mancano le collaborazioni fra museo e fondazione, come per la grande mostra dedicata a Robert Frank, in programma dal 3 settembre 2005. Insieme i due enti hanno una delle più grandi collezioni al mondo di immagini del grande fotografo svizzero.

swissinfo, Andrea Tognina, Winterthur

In breve

Nel novembre del 2003 è stata inaugurata a Winterthur la nuova sede della Fondazione svizzera per la fotografia, un ente che si occupa della tutela del patrimonio fotografico elvetico.

Insieme al Museo di fotografia, che sorge a due passi e con cui condivide alcuni spazi, la fondazione forma il Centro svizzero per la fotografia.

Il Museo di fotografia è diretto da Urs Stahel, la Fondazione svizzera di fotografia da Peter Pfrunder.

Il Museo di fotografia attira ogni anno circa 45'000 visitatori.

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