Quando la radio si trasforma in un sito internet

Il 13 marzo 1999, un nuovo sito ha fatto il suo debutto sul web: swissinfo.org (oggi swissinfo.ch). La piattaforma d’informazione per l’estero ha preso rapidamente il posto di Radio Svizzera Internazionale, la cui voce è stata spenta pochi anni dopo. Ricordi. 

Carlo Pisani e Michele Andina (video), Marc-André Miserez (testo), swissinfo.ch

Dieci anni dopo la fine della Guerra Fredda, le radio internazionali avevano perso parte della loro ragione d'essere. In Svizzera, la Confederazione, che forniva il 50% del budget di Radio Svizzera Internazionale (RSI), minaccia di ridurre i finanziamenti. La SSR (Società svizzera di radiotelevisione) non vede alcun motivo per mantenere questa unità aziendale con quasi 200 persone, che costa 20 milioni di franchi all'anno.

Per ridurre i costi, governo e SSR decidono così di porre fine all’era radiofonica e di proporre notizie e approfondimenti sulla Svizzera via internet, che si preannuncia allora come il mezzo d’informazione del futuro. Dal suo lancio nel 1999, swissinfo è disponibile in tedesco, francese, inglese e portoghese. L'anno successivo si aggiungono l'italiano, il giapponese e lo spagnolo, nel 2001 l'arabo e il cinese e, infine, il russo nel 2013. Il sito ha incontrato rapidamente il suo pubblico. L'ultimo programma di SRI (in inglese) è stato trasmesso nel 2004.

Durante questa fase di transizione, i tecnici radiofonici hanno imparato nuovi lavori, mentre i giornalisti, abituati a parlare alla radio, hanno cominciato a produrre testi scritti.



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