Il messaggio del 1. agosto per gli svizzeri all'estero

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All'insegna del cambiamento il discorso indirizzato dal presidente della Confederazione agli Svizzeri residenti all'estero. Pur salvaguardando i valori intrinseci della Svizzera, secondo Moritz Leuenberger occorre cambiare per rimanere meglio fedeli a se stessi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 agosto 2001 - 12:13

Una volontà dichiarata di cambiamento che il presidente della Confederazione intende evidenziare anche a livello formale: l'allocuzione, inviata su cassette audio ai connazionali all'estero, non si apre quest'anno con le tradizionali campane di una chiesa svizzera. La musica, scelta dallo stesso Leuenberger, rompe volontariamente con le convenzioni e propone un connubio moderno di jazz e corni delle Alpi.

Niente paura, sottolinea il presidente della Confederazione, "le nostre chiese hanno ancora le loro campane, come potrete costatare in occasione di una prossima visita in Svizzera". Ma qualcosa è cambiato e sta cambiando in Svizzera, anche se ciò può irritare molte persone, aggiunge Leuenberger.

A suo avviso non bisogna idealizzare quanto abbiamo lasciato alle nostre spalle. Molti Svizzeri dell'estero coltivano un'immagine della Patria impregnata di "nostalgia, di ricordi e di passato perduto". Un fatto normale, secondo il presidente della Confederazione, poiché anche coloro che vivono in Svizzera nutrono spesso un'immagine romantica e fantasiosa dei paesi lontani.

Eppure, sostiene Leuenberger, proprio la Quinta Svizzera è particolarmente cosciente dell'importanza del cambiamento: avventurandosi verso qualcosa di nuovo in altri paesi e cercando di forgiarsi un nuovo futuro, i connazionali residenti all'estero hanno dimostrato per primi la loro capacità di rimettere in questione le tradizioni e di trovare nuovi contenuti.

La Svizzera, sempre secondo il presidente della Confederazione, deve salvaguardare alcuni valori fondamentali: ad esempio la convivenza pacifica tra culture e lingue diverse, la giustizia sociale e la solidarietà anche verso il resto del mondo, un ambiente sicuro e degno di vita.

Per preservare questi valori occorre però saper rinnovare e trasformare le proprie tradizioni: "solo chi cambia rimane fedele a se stesso".

In futuro, conclude Leuenberger, nella tradizione di solidarietà del nostro paese s'iscriverà sempre di più l'apertura al mondo: "la Svizzera è chiamata a svolgere nuovi ruoli nella comunità degli Stati, ad esempio come membro dell'ONU". Diventando uno strumento della grande "orchestra del mondo", la Svizzera potrà rimanere fedele a se stessa.

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