Nuova edizione di Signore dei poveri morti di Felice Filippini

Un particolare della copertina della nuova edizione del romanzo Signore dei poveri morti di Felice Filippini, pubblicato da Armando Dadò editore swissinfo.ch

Nelle scorse settimane è uscita nelle librerie una nuova edizione, a cura di Armando Dadò Editore, del romanzo Signore dei poveri morti, la più felice prova narrativa dello scrittore ed artista ticinese Felice Filippini, nato ad Arbedo nel 1917 e deceduto a Muzzano nel 1988. L'edizione è stata curata da Flavio Catenazzi, che ne ha ristabilito il testo originale con un'approfondita indagine critica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 gennaio 2001 - 18:13

Dello stesso Catenazzi, docente di italiano al Liceo di Locarno e di filologia italiana all'Università di Friburgo, sono l'introduzione e la corposa appendice che mettono in luce importanti aspetti storico-letterari, rispettivamente linguistici e stilistici del romanzo nelle sue varie edizioni (in particolare quelle del 1943 e del 1955).

Nel volume compare inoltre un racconto inedito dello scrittore ticinese Giovanni Bonalumi: un testo del 1947 che testimonia, nella finzione letteraria, l'amicizia che legò per parecchi anni il letterato già affermato che era Bonalumi con l'esordiente Filippini.

Il romanzo Signore dei poveri morti è la rievocazione in prima persona di una tragedia che scuote improvvi-samente una famiglia di povera gente: l'annegamento nelle acque del fiume Ticino di Dante, fratello del giovane protagonista Marcello. Il padre cerca faticosamente di dare un aspetto solenne al suo pur sincero dolore; la madre si chiude nel silenzio più tetro ed il figlio rimasto finisce, quasi, col prendere su di sé la colpa di quella morte: Marcello aveva infatti costretto il fratello a bagnarsi controvoglia nel fiume, quel giorno fatale.

Romanzo della recerche di un'infanzia perduta, il Signore dei poveri morti catturò, sin dal suo apparire nella primavera del 1943, l'attenzione della critica, che ne rilevò l'abile montaggio narrativo e soprattutto l'originalità dello stile, vigoroso e crudo, aperto alle suggestioni della nuova narrativa italiana ed europea. Il romanzo ottenne inoltre un riconoscimento ufficiale della giuria del Premio Lugano poco dopo la sua pubblicazione nel 1943.

Da segnalare che in Signore dei poveri morti Felice Filippini (che a partire dagli Anni Sessanta divenne celebre per le sue opere pittoriche) ripropone un dramma che lo aveva colpito in prima persona quando, in tenera età, aveva assistito all'annegamento del fratellino Diego in quelle stesse acque del fiume Ticino nelle quali trova la morte il protagonista del romanzo Dante. Scrive al proposito lo stesso Filippini nell'introduzione al romanzo: "Avevo dieci anni. Vidi il fiume sbagliarsi e inghiottire un bambino, mio fratello. Tornò fuori solo tre giorni dopo (più tardi una donna affermò che avrei dovuto morire io). Divenuto uomo mi chinai sul ventre del liquido immortale, donde sorgevano da ogni parte figure labili a volare lontano".

Per la casa editrice locarnese Armando Dadò editore la pubblicazione di questa nuova edizione del Signore dei poveri morti riveste particolare importanza: con essa si inaugura infatti una nuova collana di narrativa - "La Rondine", collana nella quale andranno a confluire opere di scrittori della Svizzera italiana. I testi, scelti tra quelli che maggiormente hanno segnato la produzione del Novecento, saranno proposti ognuno con un'introduzione o un commento curato da specialisti e studiosi. Con questa operazione si intende riproporre in edizione economica testi significativi della nostra letteratura, oggi introvabili o persino dimenticati.

Signore dei poveri morti è l'occasione per scoprire o riscoprire il Felice Filippini scrittore degli esordi, quando scriveva i Racconti del sabato sera (Premio Paraggi nel 1947) o Ragno di sera, che nel 1950 gli valse il prestigioso Premio Schiller e la pubblicazione, oltre che in Ticino dall'editore Salvioni di Bellinzona, anche dalla Mondatori in Italia. E' il Filippini che, oltre ad essere scrittore, è responsabile dei programmi parlati della Radio della Svizzera Italiana, l'allora mitica Radio Monte Ceneri. Un'attività, quest'ultima, che insieme con quella giornalistica gli permise di avvicinare il pubblico di casa alle figure ed alle testimonianze più rappresentative della cultura europea del tempo.

swissinfo

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