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Koch, da vescovo a cardinale

Papa Benedetto XVI ha nominato sabato in Vaticano 24 nuovi cardinali. Tra loro anche lo svizzero Kurt Koch, ex vescovo di Basilea.

«Nella Chiesa nessuno è il padrone, ma tutti sono chiamati, tutti sono invitati, tutti sono toccati e guidati dalla grazia divina», ha detto Papa Ratzinger durante una cerimonia nella basilica di San Pietro.

Tra i prescelti ci sono 15 cardinali europei, quattro del continente americano, quattro africani e un asiatico. Venti cardinali hanno meno di 80 anni e detengono quindi un diritto di voto in un eventuale futuro concave.

Kurt Koch, 60 anni, è il nono svizzero ad essere nominato cardinale. L’ultimo è stato, nel 2001, il ginevrino Georges Cottier.

Koch, attualmente alla testa del Consiglio pontificio per la promozione dell’unità dei cristiani, è stato ordinato prete nel 1982. Oltre ad aver guidato la diocesi di Basilea dal 1996 ha pure diretto la Conferenza dei vescovi svizzeri tra il 2007 e il 2009.

La giornata di nomina dei cardinali ha coinciso con un altro momento “storico” della Chiesa. Sabato infatti sono state fornite alcune anticipazioni su un libro-intervista in cui Papa Benedetto XVI ritiene giustificabile l’uso del preservativo.

Il Pontefice è possibilista soltanto «in casi singoli» e per ridurre il pericolo di contrarre l’AIDS. Secondo il Papa, il profilattico potrebbe rappresentare «un primo atto di responsabilità» ad esempio nella prostituzione.

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