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Un maggiolino della nuova generazione.

KEYSTONE/AP/CHRIS CARLSON

(sda-ats)

Addio al Maggiolino: dopo quasi 80 anni nell'olimpo dell'auto mondiale, finisce l'era della vettura 'hippie' per eccellenza. Volkswagen annuncia che la produzione si fermerà nel luglio del 2019 nello stabilimento messicano che ancora produce l'auto icona.

La decisione, nell'aria da tempo, è legata al calo delle vendite e alla necessità di Volkswagen di snellire la sua gamma di prodotti concentrandosi sulle nuove esigenze dei consumatori, e cercare il rilancio dopo lo scandalo del dieselgate. E segue le critiche del presidente americano Donald Trump alle importazioni della Germania e all'accordo commerciale con il Messico che, secondo gli esperti, farà salire i costi delle auto piccole prodotte in Messico e destinate al mercato americano.

L'ultima generazione del Maggiolino ha esordito nel 2011, ma le radici della vettura affondano negli anni 1930 come prima auto della Volkswagen. Il Maggiolino è una delle vetture con la storia più lunga e con le vendite più elevate di tutti i tempi: ne sono stati venduti 22,7 milioni di esemplari nel mondo. La produzione del Maggiolino originale è terminata nel 2003, ma la versione più moderna aveva già esordito nel 1997. Dal 1999 il nuovo modello è prodotto a Puebla.

Il Maggiolino è stata l'auto che ha aperto gli americani alle auto tedesche ed è stata negli Usa un enorme successo, soprattutto fra i baby-boomer. Negli ultimi anni le vendite sono però rallentate e nel 2017 sono calate del 3,2%. E a fronte di questo calo e dei consumatori americani che guardano più ai suv, Volkswagen ha deciso di chiudere una pagina di storia.

Al successo negli Stati Uniti e nel mondo si contrappone in parte il rapporto complicato fra Volkswagen e il Maggiolino, con molti tedeschi che associano l'auto a uno dei momenti più bui della storia della Germania. Ferdinand Porsche lo ha infatti ideato negli anni 1930 e Adolf Hitler, che voleva una vettura che la classe lavoratrice tedesca potesse permettersi, lo aveva fatto in qualche modo fatto suo finanziandolo: era nato così il Model T del partito nazista.

Nel dire addio al Maggiolino Volkswagen precisa che al momento non c'è alcuna intenzione di sostituirlo. Ma ''mai dire mai'' afferma Hinrich J. Woebcken, numero uno di Volkswagen of America, lasciando però aperta la porta alla possibilità che la casa tedesca possa ispirarsi al Beetle per un nuovo modello, forse elettrico. Una speranza a cui si aggrappano i milioni di fan del Maggiolino, ai quali ora restano 'solo' le due edizioni speciali per celebrare l'ultimo anno di vita, la Final Edition SE e la Final Edition SEL.

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SDA-ATS