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Affondo Obama su industria carbone, stop concessioni

(Keystone-ATS) Il presidente statunitense Barack Obama dichiara ‘guerra’ all’industria del carbone. E sospende la concessione di nuove licenze per l’estrazione sui terreni pubblici sulla scia dei timori per l’effetto sulla salute e sul clima.

Una decisione dettata dall’attuale contraddizione nella politica energetica americana, che punta da un lato a combattere il cambiamento climatico e dall’altro propone la vendita del carbone, uno degli elementi più inquinanti.

L’annuncio ‘verde’ del presidente americano è accompagnato da immediate polemiche. L’industria del settore si ribella alla stretta. Il Congresso a maggioranza repubblicana è pronto a fermare il presidente, che cerca “in modo spietato di togliere agli americani la loro fonte energetica meno costosa per promuovere la propria eredità sul clima”, afferma lo speaker della Camera, Paul Ryan.

“Il carbone sui terreni federali è di tutti gli americani, ma il presidente vuole negare loro l’accesso a una risorsa energetica abbandonate e poco costosa”, mette in evidenza Ryan, assicurando che il Congresso cercherà di bloccare gli sforzi del presidente americano contro il settore.

La sospensione delle concessioni è un “obbligo verso le generazioni future. Non rivediamo il programma delle licenze da 30 anni”, afferma il segretario all’interno, Sally Jewell, facendo eco alle parole di Obama durante il discorso sullo Stato dell’Unione, che si è impegnato a “cambiare le modalità con cui sono usate le risorse di carbone e petrolio in modo da riflettere i costi che impongono sui contribuenti e sul pianeta”. Sul fronte del petrolio, gli Stati Uniti hanno già avviato una svolta, abolendo il divieto alle esportazioni anche in seguito al boom energetico americano. Un boom interrotto dal crollo dei prezzi del petrolio, scesi oggi sotto i 30 dollari al barile.

La lotta al cambiamento climatico è uno dei temi più cari a Obama. L’amministrazione sta cercando di scoraggiare la produzione e il consumo delle fonti energetiche più inquinanti. Gli economisti propongono una “commissione sulla produzione” da associare alle emissioni dal carbone. L’amministrazione Obama stima che un costo di 40 dollari per ogni tonnellata di diossido di carbone prodotto.

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