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La clientela si prende però più tempo prima di decidere: le prenotazioni anticipate (più di due mesi prima) sono scese dal 50% al 46%, verosimilmente a causa del rischio di attentati in certe destinazioni (foto d'archivio).

Keystone/STR

(sda-ats)

Non accenna a diminuire la pressione sulle agenzie di viaggio elvetiche: l'anno scorso il fatturato medio di ogni azienda si è attestato a 3,19 milioni, il 2% in meno dell'anno prima. E un sondaggio mostra che gli svizzeri viaggiano di più, ma prenotano con prudenza.

Sul fronte dei ricavi la situazione può essere considerata stabile, ma appena soddisfacente, hanno spiegato i vertici della Federazione svizzera di viaggi (FSV) in un conferenza stampa a Zurigo. Un'inchiesta dell'università di San Gallo ha messo in luce che la produttività è diminuita o tuttalpiù è rimasta stabile, a seconda della grandezza delle agenzie. I proventi medi per dipendente sono scesi da 1,02 a 0,98 milioni di franchi. E si è fatto sentire l'impatto del franco forte.

Le prospettive per il futuro non sono rosee. Le 351 imprese interpellate si aspettano un calo della domanda, nonostante la tendenza ad abbassare i prezzi. I margini rimarranno quindi sotto pressione, in particolare quelli delle piccole agenzie, ritiene la FSV.

Quest'autunno numerose destinazioni soffrono per la situazione geopolitica. Turchia, Tunisia, Egitto, Parigi e Londra vengono snobbate, nonostante tariffe attraenti. In evidenza sono per contro la Spagna e le sue isole, la Grecia, Cipro, l'Italia e il Portogallo, come pure le città più piccole e la Scandinavia.

Gli svizzeri hanno peraltro ancora voglia di scoprire il mondo vicino e lontano. In media quest'anno faranno 2,8 viaggi con almeno tre pernottamenti fuori casa, rivela un sondaggio di Allianz Global Assistance. L'84% delle 1020 persone interrogate compie almeno un viaggio, contro l'81% del rilevamento 2015.

La clientela si prende però più tempo prima di decidere: le prenotazioni anticipate (più di due mesi prima) sono scese dal 50% al 46%, verosimilmente a causa del rischio di attentati in certe destinazioni.

Il sondaggio rileva per contro una discrepanza fra la percezione del rischio e i problemi reali: oltre la metà del campione (55%) teme disordini e attentati, ma nei fatti il problema maggiore è costituito dai ritardi (41%).

Nella fase dei preparativi, i due terzi degli intervistati preferiscono internet per prenotare i viaggi. Uno svizzero su cinque opta per l'agenzia, almeno una volta all'anno, mentre un utente su dieci si organizza da solo.

sda-ats

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