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I dipendenti dell'ats chiedono al cda di sospendere i licenziamenti durante il processo di mediazione.

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Il personale dell'Ats si aspetta che i negoziati sulla ristrutturazione proseguano ma, visto il rifiuto del consiglio d'amministrazione, è disposto ad accogliere una conciliazione. A condizione però che i licenziamenti siano sospesi durante la durata del processo.

La redazione vuole dei veri negoziati, hanno affermato oggi a Berna in una conferenza stampa diversi membri della commissione del personale, in presenza di rappresentanti dei sindacati syndicom e impressum. I giornalisti hanno ampiamente descritto l'atmosfera nociva emersa in occasione dei "cosiddetti negoziati" svolti finora, la loro impressione è di non esser stati affatto ascoltati.

Per quanto riguarda il piano sociale, ritengono di aver ottenuto solo noccioline a fronte delle condizioni di partenza e dei 20 milioni di franchi di riserve dell'agenzia. Nel corso della conferenza stampa, hanno fatto irruzione tre persone mascherate da rappresentanti del cda, che gettavano spagnolette ai piedi dei giornalisti dell'agenzia.

Il personale critica che il piano sociale sia stato "gonfiato" artificialmente. In dichiarazioni rilasciate ai media il membro del cda Matthias Hagemann ha parlato di un piano sociale generoso e del fatto che nel corso dei negoziati siano state fatte concessioni. In realtà - secondo i redattori - nei 2,5 milioni di franchi citati si nasconderebbero oneri che non vanno a potenziare il piano sociale e che non servono ad attenuare l'impatto delle misure sui casi individuali più gravi, ma che devono per legge essere assunti dal datore di lavoro. Tra questi figurano i costi provocati dalla sospensione dei licenziamenti durante le trattative, i costi dei licenziamenti che il consiglio di amministrazione non è stato in grado di pronunciare nel modo previsto e i costi di assistenza psicologica per i dipendenti licenziati.

Detratti questi oneri il piano sociale proposto ammonterebbe a 1,9 milioni di franchi, esattamente lo stesso importo avanzato prima delle trattative. Considerati i circa 20 milioni di riserve di utili a disposizione, sostengono i redattori dell'agenzia di stampa, vi sono fondi sufficienti per elaborare un piano sociale veramente generoso e per garantire il futuro dell'Ats.

Il personale preferirebbe proseguire i negoziati. Tuttavia, vista l'opposizione del cda, i redattori accolgono con favore l'idea di una mediazione esterna, partendo dal presupposto che nel frattempo i licenziamenti vengano sospesi. In caso contrario l'intero processo costituirebbe solo un esercizio inutile, in quanto la verifica del processo di smantellamento rappresenta una preoccupazione centrale della redazione.

I dipendenti si aspettano quindi che il cda confermi per iscritto, entro il 28 febbraio, che i licenziamenti vengano sospesi durante il processo di mediazione. Il personale si riunirà nuovamente in assemblea tra una settimana. Fino ad allora, lo sciopero rimarrà sospeso.

Secondo la redazione, i tagli pianificati dal cda - che prevedono la soppressione di 36 posti di lavoro a tempo pieno su 150 - non permettono la diffusione di un servizio di base di notizie in tre lingue, rendono inutile una discussione sul futuro dell'Ats e pongono molte persone di fronte a problemi esistenziali.

Lunedì, il cda ha annunciato che le trattative con la commissione di redazione sono fallite dopo quattro incontri tra le delegazioni del cda e della Commissione di redazione (CoRe) dell'Ats. Lo scorso venerdì aveva comunicato di essersi rivolto "in modo unilaterale" all'Ufficio federale di conciliazione della Segreteria di Stato dell'economia (SECO).

Dal canto suo il cda - in un comunicato giunto in serata - riconosce la volontà della redazione di proseguire i negoziati. Ritiene che il ricorso all'ufficio di conciliazione della SECO, un procedimento previsto dalla legge, permetterà di eliminare le divergenze nel conflitto di lavoro. Secondo il cda, vi sono ancora buone possibilità di giungere ad una soluzione consensuale, "alla condizione che le due parti facciano dei passi per venirsi incontro".

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SDA-ATS