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Christoph Blocher stasera all'Albisgüetli.

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

Al tradizionale raduno dell'UDC zurighese all'Albisgüetli, Christoph Blocher ha criticato l'eccessiva servilità mostrata dalla Berna federale, governo in primis, nei confronti dell'Unione europea.

La neopresidente della Confederazione Doris Leuthard ha declinato l'invito a partecipare ed è stata sostituita dal consigliere federale UDC Ueli Maurer.

Il "padrone di casa", che 29 anni fa ha lanciato l'incontro programmatico del partito nella sala della Società di tiro di Zurigo, ha esordito con un metaforico "dialogo con un'assente", rinfacciando neanche troppo velatamente alla Leuthard - impegnata sul fronte del Forum economico mondiale (WEF) di Davos - di preferire gli ospiti stranieri ai circa 1200 svizzeri riuniti all'Albisgüetli.

Blocher, sempre all'indirizzo della presidente della Confederazione assente, ha sottolineato che sarebbe preferibile che "il Consiglio federale si ricoprisse di uno spesso strato di teflon ogni volta che è confrontato alle esigenze dell'UE". "Siamo ormai arrivati al punto in cui i governi stranieri parlano anche in nome della Svizzera?", si è interrogato l'ex consigliere federale, facendo riferimento alla decisione della cancelliera tedesca Angela Merkel di accogliere i profughi in Germania ma anche in Europa - Svizzera inclusa.

Sarebbe "infinitamente più utile", secondo Blocher, "che i consiglieri federali rispettassero la vecchia saggezza popolare, secondo la qual e non è necessario cercare lontano quello che è vicino". Ovvero "le buone cose" contenute nella Costituzione svizzera, che fissa "i valori straordinari che hanno fatto la forza del Paese". Una delle disposizioni essenziali della carta fondamentale è quella che affida la sovranità al popolo e non ai politici.

Il tribuno dell'UDC si è poi detto "estremamente allarmato" nel vedere la classe politica fare di tutto per eliminare questa particolarità elvetica, per distruggere "questi pilastri portanti del nostro Stato". Secondo Blocher, "è imbarazzante" assistere al moltiplicarsi degli incontri dei consiglieri federali "con dignitari stranieri" e degli inutili viaggi all'estero mentre invece dovrebbero preoccuparsi "del proprio popolo e di difendere l'indipendenza della Svizzera".

Ma nel 2017 le cose dovranno cambiare: l'anno - che coincide con il centenario dell'UDC zurighese - sarà quello dell'indipendenza, ha annunciato Blocher: "si tratterà più che mai di difendere la Svizzera quale Sonderfall. È giunta l'ora della resistenza e non quella dell'allineamento". Secondo lo stratega del partito, "meglio vivere in conflitto con l'UE che lasciare andare alla deriva la Svizzera".

Dopo il discorso di Christoph Blocher - e la cena per i circa 1200 fra membri di partito e ospiti - ha preso la parola il consigliere federale Ueli Maurer, subentrato al posto di Doris Leuthard, annunciatasi fin da subito assente a causa dei numerosi impegni.

Neppure nel 2010, quando era presidente della Confederazione per la prima volta, Leuthard aveva partecipato alla riunione, contrariamente a quanto fatto dai suoi otto predecessori. Nel 2011, Micheline Calmy-Rey aveva invece deciso di presenziare all'Albisgüetli e da allora tutti i presidenti della Confederazione hanno fatto altrettanto, ad eccezione di Eveline Widmer-Schlumpf visto che l'UDC ha rinunciato ad invitarla.

SDA-ATS