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Thomas Jordan, presidente della BNS

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Per il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS), Thomas Jordan, è ancora troppo presto per parlare di un cambiamento di tendenza in materia di tassi d'interesse, malgrado il loro lieve aumento.

Un po' ovunque ci sono problemi strutturali che mantengono l'inflazione e la crescita a livelli bassi, rileva Jordan in un'intervista pubblicata oggi da Basler Zeitung, Der Bund e Tages Anzeiger. A suo avviso "i tassi aumenteranno in modo continuo solo quando questi problemi saranno superati con riforme che porteranno a una crescita. Ma non ci siamo ancora".

Malgrado l'aumento dei tassi d'interesse, in particolare negli Stati Uniti, la politica monetaria della BNS resta "concentrata sull'obiettivo di ridurre la pressione sul franco". Per noi - spiega - i tassi negativi sono in questo momento un elemento centrale nell'applicazione della politica monetaria.

"Abbiamo ancora un'inflazione leggermente negativa in Svizzera, la nostra capacità di produzione non è sfruttata al massimo e il franco è ancora chiaramente sopravvalutato", rileva il Jordan. In questo contesto resta adeguata una politica monetaria espansiva.

"Finora ha prevalso soprattutto l'incertezza", ha poi rilevato facendo riferimento all'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Non sappiamo quale politica economica verrà condotta oltreoceano. "Per questo, attualmente non è possibile fornire una valutazione seria". Jordan non ha voluto indicare se la BNS sia intervenuta sul mercato delle valute dopo l'elezione alla Casa Bianca.

sda-ats

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