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Dopo una mattinata in timido rialzo la borsa svizzera ha azzerato i guadagni: poco prima delle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 9260,33 punti, in flessione dello 0,03% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,09% a 10'567,25 punti.

"Siamo a quote elevate, l'aria si fa rarefatta e la tentazione di realizzare i guadagni diventa più forte", ha spiegato un operatore. L'SMI è salito nel corso della seduta a 9289,13 punti, aggiornando il massimo degli ultimi due anni.

Sul fronte congiunturale va segnalato l'atteso rapporto sul mercato del lavoro americano: per la prima volta dal 2010 l'economia statunitense - complici peraltro gli uragani - ha perso impieghi, ma la disoccupazione è scesa ai minimi dal 2001.

Indipendentemente da questo documento - che non ha peraltro smosso molto i mercati - i commentatori rimangono favorevoli riguardo al futuro degli investimenti azionari: l'economia mondiale sta bene e l'ultimo trimestre è tradizionalmente il migliore dell'anno. Dopo il buon inizio di ottobre le chances di un cosiddetto "rally" di fine d'anno sono considerate intatte.

Per quanto riguarda i singoli titoli continua a mettersi in luce Credit Suisse (+1,74%), che favorita da una raccomandazione di Royal Bank of Canada appare più tonica degli altri due bancari UBS (+0,30%) e Julius Bär (-0,43%). Nello stesso comparto finanziario si muovono in ordine sparso gli assicurativi Zurich (-0,30%), Swiss Re (+0,45%) - che ha siglato un accordo con la giapponese MS&AD - e Swiss Life (-0,35%).

Tutti negativi sono i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,04%), Adecco (-0,66%), Geberit (-0,54%), LafargeHolcim (-0,58%) e Sika (-1,79%). Nel segmento del lusso Swatch (-1,40%) ha gli stessi problemi di Richemont (-1,67%).

Non sfigurano né Novartis (+0,24%) né Roche (+0,12%) e un certo dinamismo è offerto anche dal terzo peso massimo difensivo Nestlé (+0,18%), che beneficia di un giudizio di Deutsche Bank. Lonza (-0,19%) arretra nonostante JPMorgan abbia aumentato l'obiettivo di corso.

Nel mercato allargato EMS Chemie (-3,35%) ha informato sui ricavi nel terzo trimestre, in linea con le attese: al capitolo prospettive il gruppo ha però messo in guardia da un aumento dei costi delle materie prime, cosa che ha fatto scattare i realizzi di guadagno. Leonteq (+6,07%) ha annunciato un mutamento ai vertici, con l'attuale CEO e fondatore che esce dalla direzione.

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SDA-ATS