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La Borsa svizzera chiude in netto ribasso, sulla scia delle nuove apprensioni per l'assetto finanziario mondiale che affiorano in seguito alla crisi in Turchia: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 9031,33 punti, in flessione dell'1,25% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI è pure arretrato dell'1,25%, scendendo a 10'767,08 punti.

Sulle piazze finanziarie non è ancora stato lanciato il grido "Mamma li turchi!", ma poco ci manca: la lira turca ha perso in una seduta fino al 17% del suo valore e la borsa di Istanbul è arrivata a cedere il 9%. L'onda d'urto ha travolto altri mercati emergenti, con il peso argentino che è affondato nei confronti del dollaro. Anche il rand sudafricano è risultato sotto pressione.

Ma la Turchia fa paura soprattutto all'Europa e alle sue banche: immediata è stata la correzione dell'euro, che è sceso in modo netto sia nei confronti del dollaro che del franco. La moneta europea è scivolata oggi bruscamente sotto 1,14 franchi, toccando un minimo a 1,1348 franchi, il livello più basso dall'agosto 2017. Il rafforzamento della valuta elvetica è visto con poca simpatia dagli investitori, timorosi che i prodotti con la croce bianca in campo rosso facciano più fatica a trovare sbocchi sui mercati d'esportazione.

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SDA-ATS