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La borsa svizzera ha chiuso in lieve rialzo una seduta di piccolo cabotaggio, trascorsa in attesa di conoscere gli orientamenti della Federal Reserve: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8688,86 punti, in progressione dello 0,29% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,28% a 9578,74 punti.

I volumi di contrattazione sono risultati chiaramente inferiori alla media: a poche ore dalla decisione della banca centrale americana sui tassi, che sarà resa nota alle 19.00 ora elvetica, gli investitori preferiscono muoversi con i piedi di piombo.

È opinione condivisa che la Fed aumenterà di un quarto di punto il costo del denaro, ma un grado d'incertezza rimane sempre, ha spiegato un operatore. Importante sarà poi determinare se l'istituto fornirà indicazioni sui tempi delle prossime strette monetarie. Domani toccherà alla Banca nazionale svizzera e alle banche centrali di Giappone e Inghilterra rendere note le loro ultime mosse.

La cautela è d'obbligo anche in relazione ai rischi politici all'orizzonte. A questo proposito si attende l'esito delle elezioni olandesi: i primi dati saranno diffusi dopo le 21.00. Sullo sfondo vi sono naturalmente altri appuntamenti con le urne, a cominciare da quello in Francia.

Scarsa considerazione hanno raccolto, sul fronte congiunturale, i dati Usa sull'inflazione in febbraio, superiore alle attese, e sulle vendite al dettaglio, che nello stesso mese hanno mostrato la crescita minore dell'ultimo mezzo anno. L'Eurozona ha da parte sua presentato un dato record sull'occupazione.

Per quanto riguarda i singoli titoli, si sono messi in luce i bancari UBS (+1,19% a 16,17 franchi), Credit Suisse (+1,50% a 15,60 franchi) e Julius Bär (+1,85% a 49,98 franchi), tendenzialmente favoriti da una prospettiva di aumento dei tassi. Nello stesso comparto finanziario hanno recuperato rispetto alla seduta di ieri anche gli assicurativi Zurich (+0,64% a 284,60 franchi), Swiss Life (+0,59% 322,70 franchi) e Swiss Re (+1,06% a 90,20 franchi).

Fra i valori più sensibili ai cicli economici bene orientati si sono rivelati ABB (+0,70% a 22,90 franchi) e LafargeHolcim (+1,31% a 58,00 franchi), Adecco (invariata a 69,80 franchi) ha marciato sul posto, mentre ha arrancato Geberit (-0,16% a 429,80 franchi), già sotto pressione ieri dopo i risultati annuali. Nel segmento del lusso Swatch (-0,06% a 346,90 franchi) è apparsa meno in difficoltà di Richemont (-0,46% a 76,35 franchi).

Actelion (+0,11% a 276,00 franchi) ha reso noto che l'unità di ricerca che verrà scorporata e quotata in borsa si chiamerà Idorsia. Hanno influito negativamente sul listino Novartis (-0,20% a 75,45 franchi) e Roche (-0,54% a 257,90 franchi), mentre si è difeso meglio il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,72% a 76,70 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Givaudan (+0,61% a 1824,00 franchi), SGS (+0,33% a 2138,00 franchi), Swisscom (-0,02% a 447,70 franchi) e Syngenta (+0,41% a 443,10 franchi).

Anche oggi è comunque stato il mercato allargato ad offrire gli spunti migliori per i commenti degli analisti. Hanno informato sull'andamento degli affari Dufry (+1,21% a 151,00 franchi), EFG International (+4,73% a 6,20 franchi), Comet (+2,97% a 1180,00 franchi) BFW (+0,22% a 45,50 franchi), Tecan (-5,78% a 155,00 franchi), BVZ (+1,95% a 576,00 franchi) ed Evolva (-5,08% a 0,56 franchi).

Bucher (+1,36% a 279,00 franchi) non ha sofferto per la notizia dell'apertura di un'indagine della Commissione della concorrenza. Basilea (+5,33% a 85,95 franchi) è stata favorita da un commento di Jefferies, secondo cui Pfizer sarebbe intenzionata a rafforzare il suo comparto contro le malattie infettive.

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SDA-ATS