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La borsa svizzera ha chiuso in rialzo una seduta che a lungo si è presentata fiacca, in assenza di spunti di rilievo. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 7798,50 punti, in progressione dello 0,60% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,57% a 8544,82 punti.

La giornata è trascorsa nella calma. "Sono mancati gli impulsi", ha commentato un operatore. Gli Stati Uniti osservano oggi la festività del Thanksgiving: Wall Street è rimasta chiusa e domani avrà un'apertura ridotta.

Sul fronte congiunturale si è confermato il rallentamento della crescita tedesca nel terzo trimestre, mentre l'indice Ifo sul clima commerciale è rimasto stabile. La Banca centrale europea ha invece lanciato l'allarme: nell'immediato futuro è probabile un aumento della volatilità e il rischio di una brusca inversione di rotta resta significativo a seguito di un'aumentata incertezza politica in tutto il mondo, si legge nel Financial Stability Review.

Da parte sua il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan ha fatto sapere che è ancora troppo presto per parlare di un cambiamento di tendenza in materia di tassi d'interesse. Oggi l'euro è rimasto stabile a 1,07 franchi.

Per quanto concerne i singoli titoli gli occhi sono rimasti puntati sui colossi farmaceutici Novartis (+0,94% a 69,75 franchi) e Roche (+0,45% a 223,80 franchi). Un rimbalzo dopo le recenti perdite - martedì erano arretrati del 3%, quasi ai minimi dell'anno - viene considerato necessario per far riprendere l'intero listino.

Nello stesso comparto sotto i riflettori e molto movimentata si è dimostrata Actelion (+1,87% a 158,00 franchi), sulla scia di voci che la vedono possibile oggetto di un'acquisizione. All'azienda biotecnologica renana si starebbe interessando un grande gruppo farmaceutico americano: nei primi scambi l'azione è schizzata in alto del 3%, con elevati volumi di contrattazione, ma in seguito è andata sgonfiandosi, per poi riprendere vigore nel pomeriggio.

Sono saliti di tono con il trascorrere delle ore i bancari UBS (+0,63% a 15,98 franchi), Credit Suisse (+0,43% a 14,05 franchi) e Julius Bär (+0,93% a 45,52 franchi), mentre un po' meno dinamici si sono presentati gli assicurativi Zurich (+0,04% a 269,10 franchi), Swiss Life (+0,58% a 277,40 franchi) e Swiss Re (+0,11% a 93,30 franchi).

Hanno galleggiato non molto lontani dalla parità i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,10% a 20,85 franchi), Adecco (+0,08% a 62,30 franchi) e LafargeHolcim (+0,19% a 53,85 franchi), con Geberit (+0,65% a 405,00 franchi) che ha accelerato nel finale. Più ispirato è apparso il segmento del lusso, con Swatch (+1,12% a 289,50 franchi) che ha chiuso sulle orme di Richemont (+1,17% a 64,75 franchi).

Swisscom (+0,05% a 432,60 franchi) si è vista abbassare l'obiettivo di corso da parte di UBS. Completano lo scacchiere dei 20 titoli principali Givaudan (+1,57% a 1814,00 franchi), SGS (+0,85% a 2008,00 franchi) e Syngenta (+1,05% a 393,90 franchi).

Nel mercato allargato Carlo Gavazzi (-0,40% a 249,00 franchi) ha informato sui risultati del primo semestre dell'esercizio 2016/2017. Meyer Burger (-2,94% a 1,65 franchi) si è mostrata negativa alla vigilia di un'importante riunione di creditori.

sda-ats

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