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Ancora una giornata negativa per la borsa svizzera: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7892,77 punti, in flessione dello 0,47% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,39% a 8637,39 punti.

Il mercato ha vissuto la sua quinta seduta consecutiva in ribasso. "Fra gli investitori regna l'insicurezza", ha affermato un operatore. Non aiutano gli ultimi risultati aziendali non entusiasmanti pubblicati in Europa e negli Usa, a partire da quelli di Apple. La scarsa propensione al rischio è illustrata anche dai bassi volumi di contrattazione.

La volatilità è però diminuita: questo, stando agli esperti, è dovuto al fatto che è aumentata la probabilità di una vittoria di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali americane e che appare sempre più certo l'aumento dei tassi in dicembre da parte della Federal Reserve.

Sul fronte interno la stagione dei trimestrali si è concessa una certa pausa prima dell'importante giornata di domani, quando informeranno sull'andamento degli affari diverse aziende. Fra queste ABB (invariata a 22,00 franchi), che si è inserita nel mezzo di altri valori particolarmente sensibili ai cicli economici come Adecco (+0,43% a 59,05 franchi), Geberit (-0,28% a 420,80 franchi) e LafargeHolcim (-0,56% a 53,35 franchi).

Gli occhi degli investitori erano rivolti anche a Novartis (-1,86% a 71,20 franchi), che si è confermata in difficoltà anche oggi dopo aver perso ieri quasi il 3% in seguito alla presentazione del bilancio di nove mesi: molti analisti hanno corretto gli obiettivi di corso. Poco ispirata - ugualmente sotto l'influsso dei conti della concorrente Bayer - è risultata pure Roche (-0,74% a 226,50 franchi), mentre si è difeso meglio il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,21% a 72,25 franchi).

Fra i bancari hanno accelerato nel finale UBS (+0,07% a 13,70 franchi) - che venerdì informerà sul terzo trimestre - e Credit Suisse (+0,95% a 13,80 franchi), staccando Julius Bär (-1,20% a 40,19 franchi). Non hanno presentato un orientamento unitario gli assicurativi Zurich (+0,08% a 259,60 franchi), Swiss Life (+0,35% a 258,50 franchi) e Swiss Re (-0,43% a 92,65 franchi), nel giorno in cui il Consiglio federale ha abbassato all'1% il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale obbligatoria.

Buone nuove sono giunte dal segmento del lusso, con Richemont (+0,84% a 65,70 franchi) ancora più tonica di Swatch (+0,49% a 310,30 franchi) grazie agli incoraggianti risultati della francese Kering. Syngenta (-0,87% a 399,50 franchi) è apparsa almeno inizialmente in fase di stabilizzazione: l'opinione dominante è che la fusione con ChemChina si farà. Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,07% a 144,10 franchi), Givaudan (-0,47% a 1921,00 franchi), SGS (-1,33% a 2084,00 franchi) e Swisscom (-0,24% a 456,60 franchi).

Nel mercato allargato sono stati accolti con entusiasmo i trimestrali di Logitech (+16,75% a 24,75 franchi) mentre ha deluso Phoenix Mecano (-3,80% a 506,00 franchi). Dottikon ES (-0,26% a 389,00 franchi) ha fornito il dato sul fatturato semestrale prospettando un netto aumento dell'utile. Durante la sua giornata degli investitori Bâloise (+1,09% a 120,70 franchi) ha annunciato un programma di riacquisto di azioni.

sda-ats

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