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A quattro settimane dalla votazione del 28 febbraio sull'espulsione dei criminali stranieri il Consiglio federale scende in campo e si scaglia contro la proposta avanzata dall'UDC.

La cosiddetta iniziativa per l'attuazione è contraria ai valori svizzeri, afferma il consigliere federale Didier Burkhalter in un'intervista a "Le Matin Dimanche". La volontà popolare sulla questione dell'espulsione dei criminali stranieri è stata rispettata e il parlamento ha fatto il suo lavoro: "ha elaborato un legge dura, ma giusta", che permette di tener conto di ogni caso individuale.

L'iniziativa dell'UDC è "a volte ingiusta e incoerente", dato che "impone una tariffa unica" senza che venga considerata la gravità dei reati contestati. Non punirà ad esempio chi sta organizzando un attentato o preparando un matrimonio forzato. Sanzionerà invece per infrazioni minori un vicino o un collega di lavoro, portoghese o italiano, che ha trascorso 30 anni in Svizzera e che ha visto crescere in questo paese i figli e i nipotini.

Burkhalter ritiene inoltre che l'accettazione dell'iniziativa renderà ancora più difficile la ricerca di una soluzione tra Svizzera e Unione europea per salvaguardare gli accordi bilaterali. Gli svizzeri vogliono più sicurezza e maggiore prosperità, ma approvando l'iniziativa otterranno il risultato contrario. Si tratta di un "autogoal". Berna, afferma ancora il ministro degli esteri, ha sottoscritto numerose convenzioni internazionali: "questi valori sono quelli della Svizzera e non bisogna rimetterli in causa".

La consigliera federale Simonetta Sommaruga, in un'intervista a "Le Temps" afferma dal canto che la Svizzera non denuncerà la convenzione europea dei diritti dell'uomo nemmeno in caso di accettazione dell'iniziativa. Ad oggi vi è stata una sola denuncia, da parte della Grecia del regime dei colonnelli, e la Confederazione, paese del diritto umanitario internazionale, non può di certo seguire questo esempio.

Secondo Simonetta Sommaruga, l'obiettivo dei promotori dell'iniziativa è di mettere la Svizzera in una situazione di conflitto tra il rispetto della volontà popolare e gli impegni assunti sul piano internazionale. "Su questo terreno l'UDC vuole addirittura andare oltre", con la sua nuova iniziativa secondo cui il diritto costituzionale svizzero deve essere preminente rispetto alle decisioni dei tribunali stranieri.

La consigliera federale ribadisce nell'intervista che l'iniziativa sui criminali stranieri si pone in contraddizione con le garanzie internazionali dei diritti dell'uomo e con l'accordo sulla libera circolazione con l'UE. Sottolinea inoltre che il diritto internazionale costituisce un mezzo a disposizione dei piccoli Stati "per proteggersi dai grandi Stati".

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SDA-ATS