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Caldo record in Australia legato a cambiamento clima (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/EPA AAP/DEAN LEWINS

(sda-ats)

Il caldo record dell'estate australiana - negli ultimi due mesi in alcune zone meridionali il termometro ha sfiorato i 45 gradi centigradi - potrebbe essere direttamente collegato ai mutamenti climatici causati dalle attività umane.

A questa conclusione arriva un'analisi condotta dal Climate Change Research Center (World Weather Attribution) e dall'Università del New South Wales.

I ricercatori spiegano che il cambiamento del clima ha reso le temperature massime giornaliere come quelle registrate tra gennaio e febbraio nel New South Wales almeno 10 volte più probabili rispetto al secolo scorso, ovvero prima che significative quantità di emissioni di gas serra prodotte da attività umane cominciassero a riscaldare il pianeta. Non solo. I cambiamenti climatici avrebbero reso le "roventi" temperature medie registrate nello Stato per l'intera estate 2016-2017 (la più calda mai rilevata) almeno 50 volte più probabili che in passato.

Picchi di caldo così forti "sono ancora rari nel nostro attuale clima. Tuttavia se non si riducono drasticamente le missioni di gas serra queste intense ondate di calore estive saranno la norma in futuro", concludono gli scienziati. Se il riscaldamento globale raggiungesse i 2 gradi centigradi - soglia limite indicata anche dall'Accordo sul clima di Parigi - estati calde da record come quella appena vissuta nel Sud dell'Australia potrebbero verificarsi non più ogni 50 anni (come stimato per le condizioni attuali) ma ogni 5 anni.

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SDA-ATS