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Un'immagine simbolica mostra la piantagione di agrumi nel Parco Botanico del Gambarogno, situato tra Piazzogna e Vairano (foto d'archivio).

Keystone/KEYSTONE/TI-PRESS/CARLO REGUZZI

(sda-ats)

Dal primo febbraio 2017, l'Unione europea non sottoporrà più gli agrumi provenienti dalla Svizzera a un nuovo controllo di qualità, come avviene attualmente.

Lo ha deciso il Comitato misto incaricato della gestione dell'accordo agricolo del 1999 tra la Svizzera e l'Ue. Finora gli agrumi, a differenza di altra frutta e verdura, erano esclusi dal campo di applicazione dell'accordo.

Riunito la scorsa settimana a Bruxelles, "il Comitato misto ha accolto positivamente l'applicazione e l'estensione regolare di tale accordo", si legge in una nota odierna dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). L'ampliamento prevede il riconoscimento da parte dell'Ue dell'equivalenza dei controlli effettuati dalla Svizzera sugli agrumi esportati.

Le due parti contraenti hanno inoltre ribadito come l'accordo agricolo costituisca "uno strumento atto a sopprimere progressivamente gli ostacoli tecnici al commercio". Hanno quindi espresso "la loro volontà comune di proseguire i lavori volti ad estendere il campo d'applicazione nei settori delle sementi, degli alimenti per animali, del vino e dei distillati, nonché del riconoscimento reciproco delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP)", precisa ancora il comunicato.

Bruxelles è il principale partner commerciale di Berna nel settore agricolo. Più del 70% delle importazioni agricole della Svizzera proviene dall'Unione europea e circa il 60% delle sue esportazioni agricole sono destinate all'Ue.

sda-ats

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