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Divario uomo-donna: Svizzera perde tre posizioni (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/EPA/CHRISTOPHE KARABA

(sda-ats)

La Svizzera perde tre ranghi nel rapporto del Forum economico mondiale (WEF) sul divario tra uomo e donna, soprattutto a causa delle opportunità economiche, piazzandosi all'undicesimo posto.

A livello globale la parità tra i sessi non dovrebbe essere raggiunta prima del 2186.

L'Islanda si colloca in prima posizione, seguita da Finlandia, Norvegia e Svezia. Ma diversi Paesi potrebbero superare quelli nordici, afferma il WEF nel suo ultimo rapporto pubblicato oggi a Ginevra in cui sono stati passati alla lente 144 nazioni. Difatti il Ruanda si piazza al quinto rango davanti all'Irlanda; seguono Filippine, Slovenia, Nuova Zelanda e Nicaragua.

In Svizzera lo scarto tra i sessi è considerato colmato al 77%, due punti percentuali in meno del 2015. In dettaglio la Confederazione figura al 15esimo posto per l'emancipazione politica (+3) e al 30esimo per le opportunità economiche (-13), ma è solo 61esima in materia di educazione (+8) e solamente 72esima (+2) per la salute.

A livello mondiale le donne guadagnano poco più della metà degli uomini, nonostante un numero maggiore di ore di lavoro remunerato o no. Il tasso di persone attive si attesta al 54% per le donne e all'81% per gli uomini. E ai piani alti le donne restano poche. La parità salariale tra parlamentari, alti quadri e dirigenti è realtà soltanto in quattro Paesi. Ciò sebbene il numero di donne diplomate all'università è uguale o superiore a quello degli uomini in quasi cento Paesi.

Dopo che nel 2013 era stato raggiunto un livello record, ora il fossato tra uomo e donna in ambito economico - 59% - è il più alto dal 2008. L'emancipazione politica resta l'indicatore con le differenze più importanti. Solo due Paesi hanno raggiunto l'uguaglianza in parlamento e quattro in governo.

sda-ats

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