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Le donne PPD Andrea Gmuer-Schoenenberger (LU), Christine Bulliard-Marbach (FR), Ida Glanzmann-Hunkeler (LU), Geraldine Marchand-Balet (VS), Ruth Humbel (AG), Kathy Riklin (ZH) e Elisabeth Schneider-Schneiter (BL), da sinistra, al Consiglio nazionale nella giornata della donna (foto d'archivio).

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Le donne continuano a essere poco rappresentate nei media rispetto alla loro quota sulle liste elettorali.

Lo dimostra uno studio pubblicato oggi e commissionato dall'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), dalla SSR e dalla Commissione federale per le questioni femminili.

Dall'analisi - curata da tre ricercatori dell'Università di Friburgo - risulta che in occasione delle elezioni federali del 2015 le donne candidate ammontavano al 34,5%, mentre nella copertura mediatica la loro quota era inferiore di circa 10 punti percentuali (23,5% nei contributi di stampa e web, 24% in quelli audio e video di servizio pubblico e 25% nelle immagini dei media stampati e online).

Dal canto loro, gli uomini hanno beneficiato di una presenza mediatica di poco superiore al 75%, mentre la loro quota sulle liste elettorali si attestava al 65,4%.

Nelle varie regioni linguistiche

Per quanto riguarda le varie regioni linguistiche, le candidate hanno occupato il 24,4% dei programmi dedicati alle elezioni sui canali pubblici della svizzera tedesca SRF, il 29,5% delle trasmissioni della romanda RTS e solo il 5,9% di quelle della RSI. Le donne sono state quindi maggiormente "censurate" nella Svizzera italiana.

Rispetto alle radio e tv pubbliche, la presenza delle candidate nei contributi scritti (giornali, portali web e SSR online) è stata invece superiore nella Svizzera italiana (19,8%), leggermente inferiore in Romandia (25,1%) e praticamente invariata nella Svizzera tedesca (23,6%).

Nelle immagini che i media stampati o online hanno dedicato alle elezioni federali dello scorso anno, la quota delle donne era del 28,2% nella Svizzera tedesca, del 22,3% nella Svizzera romanda e del 14,1% in quella italofona, benché la percentuale di candidature femminili fosse rispettivamente del 35,6%, del 32,2% e del 27,9%.

Commentando i risultati, la Commissione federale delle questioni femminili invita i media ad accordare alle donne che fanno politica almeno lo spazio che esse occupano da tempo nella realtà politica.

Scomparsa degli stereotipi di genere

Tra le evoluzioni positive rispetto ad altre elezioni esaminate, v'è invece la "scomparsa pressoché completa dai testi e dalle immagini dei media esaminati degli stereotipi o dei modelli di genere nella rappresentazione delle persone candidate".

Secondo la Commissione, "ciò indica che nelle redazioni la sensibilizzazione su una rappresentazione della sfera politica rispettosa del genere e orientata sui contenuti è cresciuta". Solo in rari casi i vecchi modelli di ruolo "appaiono non ancora del tutto superati".

Presenza dei partiti nei media

Indipendentemente dalla questione di genere, è interessante osservare anche la presenza dei partiti nei vari media. Nei contributi analizzati, il partito maggiormente rappresentato è l'UDC (27,8%). Seguono il PS (19%), il PLR (16%), il PPD (11%) e i Verdi (8,5%).

La percentuale dell'UDC è inferiore a quella ottenuta per il Consiglio nazionale (29,4%) alle elezioni federali del 2015. Anche il PS (18,8%), il PLR (16,4%) e il PPD (11,6%) sono leggermente sottorappresentati nei media rispetto alla loro quota elettorale, mentre i Verdi risultano sovrarappresentati (7,1%). Sostanzialmente le percentuali della presenza dei principali partiti nei media corrisponde ai risultati da loro ottenuti il 18 ottobre scorso.

sda-ats

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