Le imprese svizzere nel primo semestre hanno esportato materiale bellico per 273 milioni di franchi, a fronte dei 205 milioni dello stesso periodo del 2018 e dei 167 milioni dei primi sei mesi del 2017.

Stando ai dati pubblicati oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) la quota maggiore era rappresentata da blindati e altri veicoli (116 milioni). Seguono munizioni (76 milioni), nonché velivoli con e senza pilota, compresi i relativi motori ed elettronica (25 milioni). L'elenco dei paesi di esportazione comprende 57 stati ed è guidato dagli USA (19 milioni), davanti a Romania (18), Pakistan (13), Francia (11) e Italia (8).

In un comunicato il Gruppo per una Svizzera senza esercito (Gsoa) ha espresso la sua preoccupazione per la crescita dell'export di armi: secondo l'associazione questa evoluzione mette in pericolo l'immagine della Svizzera come stato neutrale.

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