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Sempre più difficile volare per le forze aeree.

KEYSTONE/URS FLUEELER

(sda-ats)

La pressione sui piloti militari è aumentata costantemente, anche a livello sociale: lo sostiene l'ex comandante delle forze aeree elvetiche Markus Gygax, interrogato sull'incidente dell'F/A-18 schiantatosi una settimana fa nella regione del Susten.

"L'essere umano è l'anello più debole della catena e non contano solo le capacità aviatorie", spiega Gygax in un'intervista pubblicata oggi dal SonntagsZeitung. "Anche l'ambiente influisce sulle capacità di resistenza dei nostri piloti. L'immagine dell'aeronautica militare ha sofferto negli scorsi anni, il popolo lo ha sottolineato con il no ai Gripen. Essere confrontati con una mancanza di stima è una cosa difficile per ogni essere umano".

Secondo Gygax il futuro dell'aviazione militare non è chiaro: nessuno sa cosa accadrà fra dieci anni. "Questa insicurezza pesa parecchio". Inoltre per i piloti sono aumentati i compiti amministrativi e le regole. E anche l'aspetto famigliare è parecchio mutato, a causa della flessibilità oggi richiesta.

La SonntagsZeitung intanto oggi in prima pagina punta il dito con il radar in uso all'aeroporto militare di Meirigen (BE), da dove è partito il jet precipitato con ai comandi un 27enne. L'apparecchiatura risale agli anni 70 ed è soggetta a panne: già nel 2009 era prevista la sua sostituzione, sostiene il domenicale. Payerne (VD) e Emmen (LU) hanno già ricevuto un nuovo radar, a Meringen dovrebbe arrivare l'anno prossimo.

sda-ats

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