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Pioniera, all'inizio degli anni Ottanta, nell'introduzione dei primi Treni ad Alta Velocità (Tgv), la Francia punta ora ad un'altra rivoluzione nel comparto ferroviario: quella dei cosiddetti 'treni autonomi'. Immagine d'archivio.

KEYSTONE/AP/CLAUDE PARIS

(sda-ats)

Pioniera, all'inizio degli anni Ottanta, nell'introduzione dei primi Treni ad Alta Velocità (Tgv) che sfrecciavano sulla tratta Parigi-Lione, la Francia punta ora ad un'altra rivoluzione nel comparto ferroviario: quella dei cosiddetti 'treni autonomi'.

La compagnia ferroviaria nazionale Sncf punta a far circolare i primi prototipi dal 2023, grazie ai partenariati con grandi aziende come Alstom, Bombardier e Ansaldo.

Secondo il gruppo pubblico francese, l'automatizzazione del binario porterà "benefici concreti" sia al trasporto passeggeri sia al trasporto merci. A cominciare da una maggiore capacità di trasporto su ferro. Essere nelle condizioni di mettere in circolazione un maggior numero di treni, significa poter trasportare un maggiore numero di viaggiatori e merci. Inoltre, assicura la compagnia, i collegamenti saranno "più fluidi" e "regolari", in grado di rispondere meglio agli "imprevisti" del viaggio, oltre che più rispettosi dell'ambiente, grazie ad una riduzione dei consumi energetici.

"Con il treno autonomo - dichiara il presidente di Sncf, Guillaume Pepy - tutti i treni circoleranno in modo armonioso, alla stessa velocità, le reti ferroviarie guadagneranno in fluidità". "Più fluidità - questa la sua scommessa- significa migliore regolarità e puntualità dei treni. Una sfida maggiore per il nostro gruppo - continua Pepy - che fa circolare 17.000 treni e trasporta 4 milioni di viaggiatori al giorno. Con i nostri partner siamo pienamente impegnati a disegnare il treno del futuro...e il futuro del treno".

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SDA-ATS