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L'aumento dei prezzi non dovrebbe ripercuotersi nell'immediato sulla fattura del consumatore finale (foto simbolica d'archivio).

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La temporanea chiusura di diverse centrali nucleari in Francia sta causando un balzo dei prezzi dell'elettricità in Svizzera. Questo aumento non dovrebbe tuttavia ripercuotersi, almeno per il momento, sulla fattura inviata al cliente finale.

"I prezzi per l'energia di banda (corrispondente al fabbisogno di base minimo richiesto quotidianamente da una rete di corrente, ndr) fornita dalle centrali nucleari e a pelo d'acqua in settimana sono passati da 40 euro per megawatt (MW) in settembre a 60-70 euro/MW oggi", ha detto all'ats Aline Elzingre-Pittet, portavoce del gruppo energetico Alpiq. Quanto ai prezzi per l'energia di banda per la fornitura nel primo trimestre invernale (gennaio-marzo 2017), si negoziavano a 40 euro/MW in settembre. Questa settimana erano a 63 euro/MW.

I prezzi sono ugualmente saliti in Francia e Germania. Questa crescita è innanzitutto imputabile alla disponibilità ridotta delle centrali nucleari francesi in cui sono in corso grossi controlli. "In Francia, 23 reattori su 58 sono attualmente fermi", spiega Aline Elzingre-Pittet.

D'inverno, la Francia resta dipendente dalla produzione delle sue centrali termiche fossili. Le risorse di questo paese in materia non sono però illimitate: "Durante i grandi periodi di freddo la Francia è quasi al limite delle sue capacità di produzione", dice Ueli Walther, portavoce del gruppo Axpo. Di fatto deve importare molta energia. A questo si aggiunge la scarsa disponibilità delle centrali atomiche tedesche.

In Svizzera, il reattore numero 1 di Beznau (AG) è stato messo a riposo fino a fine dicembre almeno. E i lavori di manutenzione nella più grande centrale atomica svizzera, quella di Leibstadt (AG), devono durare fino a febbraio, più a lungo del previsto.

D'altro canto - rileva Sabrina Schellenberg, portavoce del gruppo bernese BKW - "il petrolio, il carbone e il gas salgono a livello globale, il che aumenta i costi di produzione delle centrali termiche e dunque i prezzi dell'elettricità sul mercato all'ingrosso in Europa". L'aumento del prezzo del carbone è dovuto in particolare alla politica cinese di riduzione massiccia della produzione indigena.

Infine, ha contribuito al balzo dei prezzi in Svizzera una domanda più pronunciata legata al calo delle temperature in questo inizio di ottobre.

Prezzi "ancora molto bassi"

Tuttavia, "nonostante questo aumento, il livello dei prezzi rimane ancora molto basso", sottolinea Céline Reymond, portavoce dell'Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES). Secondo l'associazione, la durata di questa progressione dipenderà dalla disponibilità delle centrali nucleari, dai prezzi dei combustibili sui mercati internazionali e dalla situazione idrologica. A fine anno Beznau I funzionerà di nuovo, ma nel primo trimestre 2017 i combustibili di sette reattori nucleari tedeschi saranno sostituiti.

Per quanto riguarda la situazione idrologica, i bacini di accumulazione elvetici contengono attualmente 7 terawattore (TWh) potenziali. Si tratta di un livello normale per la stagione. Ma le imprese attive nella negoziazione dell'energia continueranno a cogliere le opportunità che si presentano sul mercato per la produzione idroelettrica. Il livello di accumulazione rischia dunque di ridursi.

Consumatori per ora risparmiati

L'aumento dei prezzi non dovrebbe ripercuotersi nell'immediato sulla fattura del consumatore finale. Più a lungo termine la situazione è ancora da definire.

"Per la clientela dell'approvvigionamento di base, i prezzi sono fissati per un anno. E lo sono già stati per il 2017", spiega Céline Reymond dell'AES.

"Il prezzo dell'energia - aggiunge Sabrina Schellenberg di BKW - costituisce solo una parte del prezzo finale pagato dal consumatore. E il costo per il cliente è indicizzato in parte sulle spese di produzione e non sui prezzi del mercato". Ma se gli oneri d'approvvigionamento di un'azienda elettrica su un anno sono superiori alle previsioni, la differenza può ripercuotersi sui prezzi dell'elettricità negli anni seguenti.

Per i consumatori del mercato libero (imprese in generale) la situazione dipende dal loro contratto. "Quelli che si sono assicurati un prezzo fissato in anticipo non subiranno impatti. Quelli che hanno una indicizzazione sul mercato, o che non si sono ancora coperti, subiranno un aumento temporaneo dei costi per questo inverno", indica la portavoce dei BKW.

L'AES ritiene che le importazioni svizzere di elettricità continueranno ad aumentare fino al 2035. "E se l'iniziativa per l'abbandono del nucleare fosse accettata, la Svizzera dovrà rapidamente trovare fonti di approvvigionamento per sostituire la produzione nucleare indigena, in particolare con acquisti all'estero", rileva Aline Elzingre-Pittet, portavoce di Alpiq.

sda-ats

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