Un giornalista della Weltwoche e i suoi familiari sono stati attaccati mercoledì a Zurigo da attivisti incappucciati che volevano bandirlo dalla festa del primo maggio.

Stando a quanto riferisce oggi il Tages-Anzeiger, Alex Baur - questo il nome del cronista 57enne, molto noto per le sue inchieste pubblicate da diverse testate - stava aiutando nello stand gestito dalla moglie, una peruviana con cui è da 37 anni sposato. Da due decenni la donna, insieme a parenti, vende empanadas nell'ambito del primo maggio: con il ricavato vengono sostenuti diversi progetti in Perù, paese nel quale fra l'altro Baur ha vissuto dal 1980 al 1985.

Intorno alle 20.00 tre individui si sono avvicinati allo stand e hanno cominciato ad attaccare verbalmente Baur, cercando di afferrarlo e dicendogli di sparire: in quanto asserito simpatizzante UDC e giornalista della Weltwoche - il settimanale il cui editore e caporedattore è Roger Köppel, diventato consigliere nazionale UDC (ZH) - non aveva nulla da cercare a una festa del primo maggio, hanno detto.

Il figlio di Baur, aiutato dai suoi amici, ha cercato di allontanare gli intrusi. Ne è nata un litigio al termine della quale gli aggressori si sono allontanati. Una mezz'ora più tardi si è però presentata una dozzina di persone con il volto coperto, che hanno cercato di penetrare nello stand e di prendere in consegna Baur. Alcuni hanno cercato di trascinare il giornalista verso un vicino prato non illuminato, mentre gli altri tenevano a bada i peruviani. Il reporter si è difeso ed è riuscito a liberarsi, riportando qualche livido e la camicia strappata, mentre la figlia, pure presente, è stata colpita con un pugno allo stomaco.

Per calmare gli animi Baur ha quindi lasciato la zona. Intanto però, sempre stando a quanto riferisce il Tages-Anzeiger, gli aggressori si sono sfogati sullo stand dei peruviani.

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