Tutte le notizie in breve

I leader dei cinque Paesi del Brics durante il summit a Goa (India): da sinistra il presidente brasiliano Michel Temer, il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente cinese Xi Jinping e quello sudafricano Jacob Zuma

KEYSTONE/AP/MANISH SWARUP

(sda-ats)

È un mondo multipolare, in cui le nazioni emergenti devono contare di più negli organismi internazionali e nelle decisioni riguardanti l'economia mondiale, quello rivendicato oggi a Cavelossim (nello Stato indiano di Goa) dal Brics.

L'organismo riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Al termine del loro ottavo vertice, i presidenti Michel Temer, Vladimir Putin, Xi Jingping e Jacob Zuma, così come il premier Narendra Modi hanno firmato la 'Dichiarazione di Goa' che in 109 paragrafi riunisce il loro pensiero e "la determinazione a far progredire gli sforzi per affrontare le sfide emergenti alla pace e sicurezza globale e a uno sviluppo sostenibile".

Fra le crisi che più preoccupano, si segnalano la Siria (si chiede "un dialogo nazionale e un processo politico guidato da Damasco"), il Medio Oriente ("attuare il progetto di due Stati come stabilito dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu") e l'Afghanistan ("sostegno al governo per un processo di riconciliazione nazionale da esso concepito e guidato").

Il premier indiano Modi, presidente di turno, ha battuto ripetutamente il tasto del terrorismo, con l'evidente obiettivo di isolare il più possibile il vicino Pakistan, ritenuto colpevole di ospitare e sostenere i movimenti armati responsabili di numerosi attacchi contro civili e militari in India.

Facendo ciò, e anche se questo elemento non è ufficialmente emerso, si è trovato in rotta di collisione con la Cina che mantiene con Islamabad una solida alleanza.

Nelle discussioni di Goa hanno prevalso l'economia intra-Brics e internazionale, e la constatazione che l'organismo si sta dotando di strumenti propri come la Nuova Banca per lo Sviluppo (Ndb).

Il Brics ha riaffermato la volontà di "transizione verso un ordine internazionale più giusto, democratico e multipolare basato sul ruolo centrale dell'Onu".

E a questo riguardo, il documento approvato oggi ribadisce la "necessità di una onnicomprensiva riforma delle Nazioni Unite, compreso il Consiglio di Sicurezza, in modo da renderlo più rappresentativo, effettivo ed efficiente e accrescere in esso la rappresentanza dei Paesi emergenti".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve