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Soldati iracheni

KEYSTONE/AP/ADAM SCHRECK

(sda-ats)

Circa 200 uomini dell'Isis hanno attaccato nella notte un villaggio a sud di Mosul, vicino alla base area di Qayyarah, a 60 chilometri dalla roccaforte del sedicente "califfato".

Lo riferisce un comunicato del capo del dipartimento per la sicurezza del Consiglio provinciale di Ninive, Mohamed Ibrahim al Bayati. Quaranta jihadisti sarebbero stati uccisi e altri 11 arrestati, secondo il resoconto di al Bayati.

Sarebbero tre, invece, le vittime tra le forze irachene, tra cui il colonnello Mijbil al Jubouri, vicecomandante dell'ottavo reggimento della polizia di Ninive. Gli uomini dell'Isis sarebbero scesi lungo il fiume Tigri utilizzando delle barche per poi attaccare la stazione di polizia, cogliendo di sorpresa gli addetti alla sicurezza. Altri otto agenti sono rimasti feriti. L'attacco degli jihadisti sarebbe stato respinto dopo l'intervento dell'Esercito.

Intanto sono oltre 58 mila le persone sfollate nelle province di Ninive, Kirkuk e Salah al Din a un mese dal lancio dell'operazione da parte delle forze di sicurezza irachene per riconquistare Mosul, seconda città dell'Iraq caduta sotto il controllo dello Stato islamico nel giugno 2014.

Secondo quanto riferisce il ministero iracheno per gli sfollati e le migrazioni in un comunicato stampa diffuso ieri, il numero delle persone costrette ad abbandonare le loro abitazioni è salito dal 17 ottobre scorso a 58.696. Gli sfollati provengono dalle province di Ninive, Kirkuk e Salah al Din e hanno trovato rifugio nei campi Khazer, Hassansham, Debaga, Zelikan, Daquq, Al Alam e Jad'ah, situati in parte nella parte meridionale della provincia di Ninive, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno e nelle aree della provincia di Kirkuk liberate dai terroristi.

sda-ats

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