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Gente che lavora sodo.

Keystone/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), continua ad aumentare il numero dei lavoratori in Svizzera, mentre scende il tasso di disoccupazione ILO.

Nel terzo trimestre sul territorio nazionale erano occupate 5,05 milioni di persone, il 2,0% in più dello stesso periodo dell'anno precedente.

La manodopera svizzera è salita dell'1,9% a 3,50 milioni, mentre più marcata risulta la progressione degli stranieri, che hanno visto un incremento del 2,5% a 1,55 milioni. Fra questi ultimi aumentano i frontalieri (+3,4% a 313'000), i titolari di permessi di dimora B (+2,0% a 407'000) e i possessori di un permesso di domicilio C (+2,9% a 753'000), mentre diminuiscono i titolari di un'autorizzazione di breve durata (-5,4% a 49'000).

Mentre aumenta l'occupazione generale molti non hanno però un impiego. Nello spazio di un anno i disoccupati ai sensi dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) sono rimasti stabili a quota 237'000: il tasso è invece calato al 4,8% (-0,1 punti rispetto al terzo trimestre 2015), con una punta dell'11,0% fra i giovani.

A titolo di confronto la disoccupazione "ufficiale" elvetica - quella calcolata dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e resa nota a scadenza mensile - ammontava in luglio al 3,1%, in agosto al 3,2% e in settembre al 3,2%.

La disoccupazione è scesa anche nel resto d'Europa. Sull'arco di un anno il tasso ILO si è contratto dall'8,9% all'8,2% nell'Ue, mentre nell'Eurozona la flessione è stata dal 10,3% al 9,6%. Anche la quota di disoccupazione giovanile risulta in diminuzione, sebbene continui a essere molto alta: 18,0% nell'Ue e 20,0% nella zona euro, con una punta del 34,9% per l'Italia. Solo in Grecia (42,0%) e Spagna (41,9%) vi sono più giovani senza lavoro che nella Penisola.

La disoccupazione totale italiana è al 10,8%, in aumento rispetto al 10,6% e in contro tendenza rispetto al resto del continente. Gli altri paesi prossimi alla Svizzera presentano tassi che variano dal 4,1% della Germania al 9,8% della Francia, passando dal 6,1% dell'Austria.

Tornando alla statistica elvetica, si nota che la disoccupazione tocca assai più gli stranieri (tasso dell'8,2%) che gli svizzeri (3,6%). E se si prendono in considerazione solo i lavoratori non Ue o Aels il dato schizza al 11,6%.

I senza lavoro di lunga durata ai sensi dell'ILO (un anno o più) sono diminuiti da 93'000 a 92'000, con una quota che è scesa dal 39,2% al 38,8%. La durata mediana di disoccupazione è invece aumentata, passando da 243 a 249 giorni.

Sempre nel terzo trimestre i lavoratori a tempo parziale erano 1,66 milioni (+43'000 rispetto a un anno prima): di questi 332'000 erano sottoccupati, ovvero avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili a farlo nel breve termine.

sda-ats

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