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Bisogna votare no, dice la ministra dell'energia.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Per il governo l'iniziativa per l'abbandono del nucleare, promossa dai Verdi, creerebbe grandi problemi dal punto di vista dell'approvvigionamento di elettricità che non potrebbe essere sostituita in modo sufficientemente rapido con fonti rinnovabili svizzere.

Per questo il Consiglio federale invita popolo e cantoni a votare "no" il prossimo 27 novembre.

L'iniziativa prevede lo spegnimento delle centrali nucleari di Beznau I e II (AG) e di Mühleberg (BE) già nel 2017, ovvero l'anno seguente l'eventuale accettazione del testo. Gli impianti di Gösgen (SO) e di Leibstadt (AG) verrebbero disattivati rispettivamente nel 2024 e nel 2029, ossia 45 anni dopo la loro messa in esercizio.

Secondo il governo tali spegnimenti sarebbero precipitati e già dal 2017 verrebbe a mancare circa un terzo dell'energia oggi prodotta, ha spiegato in una conferenza stampa a Berna la consigliera federale Doris Leuthard.

L'esecutivo punta su un abbandono del nucleare che vada di pari passo con il potenziamento delle energie rinnovabili e delle reti elettriche, affinché la Svizzera possa avere il tempo necessario per riorganizzare il sistema di approvvigionamento energetico, ha aggiunto la ministra dell'ambiente.

All'iniziativa dei Verdi il Consiglio federale preferisce la Strategia energetica 2050, approvata a fine settembre dal Parlamento, secondo la quale le centrali esistenti possono continuare a funzionare finché sono sicure. La BKW, per esempio, ha deciso di spegnere l'impianto di Mühleberg nel 2019.

sda-ats

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