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Nuovo passo avanti in vista dell'approvazione da parte del Parlamento della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Nuovo passo avanti, forse decisivo, in vista dell'approvazione da parte del Parlamento della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020. Oggi il gruppo dei Verdi liberali ha annunciato che domani sosterrà in aula le proposte della Conferenza di conciliazione.

Quest'ultima ieri sera aveva annunciato che l'abbassamento dal 6,8% al 6% del tasso di conversione - che serve a calcolare le rendite pensionistiche - va compensato con un rafforzamento dell'AVS, ossia con la soluzione proposta dal Consiglio degli Stati, e sostenuta dal PPD nonché dallo schieramento rosso-verde.

La maggioranza del Nazionale - UDC, PLR e PVL - aveva invece sempre voluto agire nel Secondo Pilastro. I Verdi liberali su questo punto hanno dunque cambiato idea e hanno deciso di sostenere il supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS e l'aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150% al 155%.

La decisione non è stata facile da prendere, ha spiegato alla stampa di Palazzo federale la presidente del gruppo parlamentare verde liberale Tiana Moser (ZH). "La riforma prevede dei piccoli passi avanti, ma il tributo da pagare è pesante e i 70 franchi sono una pillola molto amara da ingoiare", ha sostenuto la zurighese.

È importante dare al popolo la possibilità di esprimersi sul progetto e mostrare che il Parlamento è capace di riformare le pensioni. Il gruppo PVL è inoltre convinto che rifiutare oggi la Previdenza 2020 non permetterà di trovare un'altra soluzione in tempi rapidi, ha aggiunto il presidente del partito Martin Bäumle (ZH).

Le soluzioni uscite ieri sera dalla Conferenza di conciliazione - che prevedono anche un aumento dell'IVA di 0,6 punti - saranno sottoposte domani al voto separatamente nelle due camere. Da notare che l'aumento delle rendite AVS richiede una maggioranza qualificata, ossia, al Nazionale, di 101 voti.

Suffragi che non saranno facili da ottenere: alla Camera del popolo PPD, PBD, PVL, PS e Verdi dispongono di 99 seggi. Ai loro voti potrebbero aggiungersi quelli dei due leghisti - e forse anche del deputato MCG - che hanno già fatto capire che potrebbero sostenere la riforma.

L'UDC e il PLR decideranno domani mattina come intendono posizionarsi. Se il Parlamento approverà la riforma delle pensioni (la bocciatura anche in una sola camera comporta l'affossamento dell'intero progetto), l'ultima parola, come sempre in caso di modifiche costituzionali, spetterà al popolo. La votazione dovrebbe tenersi il prossimo 24 settembre.

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SDA-ATS