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Il consigliere nazionale Ignazio Cassis

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

Senza sorprese, il Consiglio degli Stati ha approvato - con 27 voti contro 17 - le proposte della Conferenza di conciliazione in merito alla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020. Il "sì" del Nazionale, che si esprimerà verso mezzogiorno, è invece meno scontato.

Per superare lo scoglio della Camera del popolo, la riforma delle pensioni necessita infatti della maggioranza qualificata pari a 101 voti. Suffragi che non saranno facili da ottenere: alla Camera del popolo PPD, PBD, PVL, PS e Verdi dispongono di 99 seggi. Ai loro voti potrebbero aggiungersi quelli dei due leghisti - e forse anche del deputato MCG - che hanno già fatto capire che potrebbero sostenere la riforma.

Il PLR dovrebbe invece votare in modo compatto contro il progetto Previdenza 2020. Nessuno in seno al gruppo parlamentare sostiene la riforma, ha spiegato alla stampa il capogruppo Ignazio Cassis (TI). Data la sua importanza, il partito ha infatti deciso di considerarla come un dossier strategico.

Ciò significa che i liberali-radicali che sono in disaccordo con la decisione del gruppo di bocciare il progetto non potranno approvarlo ma dovranno astenersi. Il gruppo UDC non ha comunicato come intende votare, ma il suo rifiuto è scontato.

Il progetto Previdenza per la vecchiaia 2020 prevede l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni e la riduzione dal 6,8% al 6% del tasso di conversione - che serve a calcolare le rendite pensionistiche. Quest'ultimo abbassamento sarà compensato nel Primo Pilastro con un supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS e l'aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150% al 155%.

SDA-ATS

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