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Il consigliere federale Guy Parmelin (foto d'archivio).

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Un credito di 10 milioni di franchi per studi preparatori in vista dell'acquisto di un nuovo jet, la sospensione provvisoria del "pensionamento" degli obsoleti caccia Tiger F-5 e la prosecuzione dei lavori per allungare la durata di vita degli F/A-18 oltre il 2025.

Sono queste le tre misure urgenti che il "ministro" della difesa Guy Parmelin chiederà al parlamento sulla base di un documento intermedio elaborato dal gruppo di esperti, guidato dal divisionario Claude Meier, gruppo che entro la primavera prossima dovrà fornire un rapporto completo che indichi il fabbisogno, il modo di procedere e gli aspetti industriali relativi all'acquisto di un nuovo caccia da combattimento dopo la bocciatura popolare dei "Gripen" svedesi.

Per il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione, della popolazione e dello sport (DDPS), Parmelin, come anche per il divisionario Meier, il tempo stringe.

Dal 2025, infatti, la Svizzera sarà confrontata con una lacuna strategica. Quell'anno finirà anche la durata di utilizzazione - 5 mila ore di volo - consentita per gli F/A-18, i nostri apparecchi attualmente più all'avanguardia destinati alla difesa dello spazio aereo e alle missioni di polizia dell'aria.

Secondo Meier, l'impiego di droni, elicotteri, contraerea o la collaborazione con altre forze aeree non rappresentano un'opzione: "nonostante la bocciatura del Gripen nel 2014, l'esercito ha bisogno di un nuovo caccia per sorvegliare e difendere lo spazio aereo e l'integrità territoriale del Paese come indicato dal Consiglio federale", ha affermato.

La richiesta di un credito di 10 milioni - credito che potrebbe aumentare in seguito, n.d.r - nel quadro del messaggio sull'esercito 2017 "dovrebbe assicurarci la libertà di manovra necessaria per l'acquisto del nuovo apparecchio", hanno dichiarato all'unisono sia Parmelin che Meier.

In questo modo dovrebbe essere possibile per l'amministrazione scegliere il modello nel 2020 e chiedere due anni più tardi alle Camere di esprimersi sul credito d'acquisto. I primi apparecchi verrebbero consegnati a tappe a partire dal 2025; nel 2030 la flotta di nuovi jet sarebbe quindi al completo. "Queste tappe tengono conto anche di un eventuale referendum", ha sottolineato il divisionario Meier, già pilota militare di professione.

Nell'attesa del 2030, è quindi necessario investire quasi mezzo miliardo di franchi al massimo per far volare di più gli F/A-18. Gli attuali 30 velivoli, sui 34 acquistati, sono predisposti per 5 mila ore di volo. Si tratterà ora di portarli a 6 mila ore con degli upgrade mirati.

Il messaggio al Parlamento dovrebbe essere inoltrato nel 2017 o al più tardi nel 2018, ha sostenuto l'alto graduato, precisando che prima si agisce meglio è: col passare degli anni aumentano infatti anche i costi.

E il destino degli antiquati F-5 Tiger, velivoli concepiti a cavallo degli anni '50 e '60? Secondo Meier, dei 31 velivoli attuali, si pensa di utilizzarne ancora 26 fino al 2025. Nessun pensionamento insomma per un velivolo che, nelle intenzioni degli esperti, non ha praticamente più alcuna capacità di garantire la polizia aerea, ma potrebbe in un prossimo futuro trasformarsi in un velivolo di servizio per test di combattimento simulato, manifestazioni aeree (Patrouille suisse), e per limitati compiti di polizia aerea (ma solo col bel tempo!).

Il costo di questa operazione, ha dichiarato Meier, si aggira sui 30 milioni di franchi. Un riammodernamento di questi velivoli sarebbe troppo caro, ha aggiunto il divisionario.

sda-ats

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