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La Francia ripristina con le autorità elvetiche lo scambio di informazioni relativo a cittadini francesi.

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

La Francia ripristina con le autorità elvetiche lo scambio di informazioni relativo a cittadini francesi o a persone domiciliate in Francia che ricoprono o desiderano ricoprire in Svizzera un posto in un settore sensibile dal punto di vista della sicurezza.

Parigi e Berna hanno trovato una soluzione, annuncia oggi l'Ufficio federale di polizia (fedpol).

Da alcune settimane, la Francia rifiutava di collaborare con la Svizzera in questo settore, causando non poche difficoltà all'aeroporto di Ginevra. Circa 200 persone che vi sono state assunte recentemente non hanno potuto entrare in funzione: non disponendo di informazioni al loro riguardo, le autorità ginevrine hanno rifiutato di concedere loro il lasciapassare indispensabile per accedere allo scalo.

"Consapevoli dell'importanza rivestita dallo scambio di informazioni nell'attuale contesto di sicurezza, la Francia e la Svizzera hanno trovato delle soluzioni per ripristinare una trasmissione di informazioni performante tra i due paesi", annuncia oggi fedpol in una nota.

Sono in particolare state convenute le modalità di trasmissione dei dati riguardanti le persone - cittadini francesi o persone residenti in Francia - che desiderano lavorare in Svizzera in un settore sensibile dal profilo della sicurezza.

Nel concreto, le autorità di polizia elvetiche possono di nuovo ricevere le informazioni "utili e pertinenti" sulle persone in questione e accertare in tal modo se queste ultime sono note ai servizi di polizia francesi, "e più precisamente se sono state indagate per la commissione di un delitto o di un crimine". Sulla base di queste informazioni, le autorità elvetiche potranno decidere se approvare o no l'assunzione delle persone in causa.

Ancora recentemente, la trasmissione di informazioni nel settore della sicurezza funzionava a dovere fra i due paesi. Nel dicembre 2015, le autorità ginevrine avevano ritirato ad una trentina di persone che lavoravano all'aeroporto la loro tessera di accesso, dopo un attento esame del profilo dei collaboratori e la richiesta di informazioni sul loro conto a Parigi. Era infatti emerso che alcuni musulmani, presunti radicalizzati, in passato avevano lavorato in aeroporto.

I lavoratori interessati dal divieto di operare a Cointrin erano in maggioranza uomini sulla trentina, originari di Paesi musulmani, ma residenti in territorio francese. Nove di essi, attivi nel comparto bagagli, hanno inoltrato ricorso contro il ritiro del lasciapassare, che impedisce loro di lavorare e la procedura non è ancora ultimata.

sda-ats

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