La RUAG, società controllata dalla Confederazione specializzata nell'armamento e nelle attività aerospaziali, avrebbe, per anni, fatturato decine di milioni di franchi di troppo al Dipartimento federale della difesa (DDPS) per la manutenzione di velivoli militari.

Lo indicano oggi i domenicali svizzerotedeschi Ostschweiz am Sonntag e Zentralschweiz am Sonntag. Dal canto suo, l'azienda respinge le accuse.

I domenicali scrivono che, stando a un'inchiesta del Ministero pubblico della Confederazione (MPC), la RUAG avrebbe utilizzato i soldi provenienti da tale sovrafatturazione per sovvenzionare altri settori d'attività, principalmente quello, non redditizio, degli aerei civili. Il sovraccosto per la manutenzione di velivoli ed elicotteri militari sarebbe del 30-35%, molto di più del margine massimo consentito dell'8-10%.

Qualora il margine del 30-35% fosse confermato, significherebbe che RUAG avrebbe incassato indebitamente circa 40 milioni di franchi all'anno. Stando a una fonte interna citata dai due domenicali, la pratica durerebbe da almeno dieci anni, ciò che rappresenterebbe una sovrafatturazione complessiva di 400 milioni di franchi.

Tale importo è di due volte superiore alla sovvenzione percepita illegalmente da AutoPostale. Da parte sua RUAG respinge le accuse al mittente. Il suo CEO Urs Breitmeier ha di recente affermato in un'intervista di avere la coscienza tranquilla.

Stando a un articolo del giugno scorso del Tages-Anzeiger, confermato dall'MPC, le indagini sarebbero scattate dopo una denuncia presentata nel novembre 2016 dal Controllo federale delle finanze (CDF). Anche in quell'occasione una portavoce di RUAG respingeva ogni addebito. L'azienda controllata dalla Confederazione aveva peraltro precisato che l'inchiesta è rivolta contro ignoti e non contro RUAG.

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