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Il camion con cui il killer ha investito la folla a Nizza la sera del 14 luglio.

KEYSTONE/EPA/IAN LANGSDON

(sda-ats)

Le indagini intorno alla figura di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l'attentatore di Nizza, proseguono senza sosta, e nuovi tasselli del puzzle emergono.

Intanto, quattro persone a lui vicine sono state fermate tra ieri sera e stamattina, e il fermo della ex moglie è stato prolungato.

Si precisa, in particolare, il rapporto di Bouhlel con l'estremismo islamico. Negli anni scorsi, ha spiegato alla stampa il ministro dell'interno francese Bernard Cazeneuve, "non si era distinto per un'adesione all'ideologia islamista radicale", ma in seguito "sembra che si sia radicalizzato molto rapidamente".

L'informazione sarebbe corroborata dalle dichiarazioni di una delle persone fermate, secondo cui negli ultimi giorni l'uomo aveva parlato dell'Isis, il sedicente Stato islamico. Le verifiche sul materiale informatico rinvenuto nel suo appartamento e sul cellulare ritrovato nel camion dell'attacco insieme ai suoi documenti, però, non hanno finora permesso di trovare prove concrete di una sua effettiva adesione ai ranghi dell'Isis, o di una dichiarazione di fedeltà all'organizzazione come quelle lasciate da diversi altri attentatori prima di morire da 'martiri'.

Gli inquirenti al momento si stanno concentrando sulla rubrica dei contatti del telefono, da cui, secondo rivelazioni di Le Monde, sarebbero emersi nomi 'interessanti', di persone già collegate in passato con Omar Diaby, jihadista originario di Nizza. Quest'ultimo non è però legato all'Isis, ma ai suoi rivali del fronte Al Nusra, la branca siriana di Al Qaida.

sda-ats

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