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La farmaceutica trascina il commercio estero

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Anche a maggio il commercio estero si è mostrato particolarmente dinamico. Sia le esportazioni che le importazioni sono cresciute del 6 %. I prodotti chimico-farmaceutici hanno influenzato fortemente i risultati.

Le esportazioni hanno raggiunto i 17,3 miliardi (+5,7%). Si tratta del quinto aumento mensile consecutivo, precisa il comunicato dell'AFD. Non corretto per il numero di giorni lavorativi (+1 rispetto a maggio 2015), l'export risulta in calo (-3,6%).

Le importazioni hanno totalizzato 13,5 miliardi (+5,5%/+4,1% non corrette). L'eccedente commerciale ha raggiunto nel mese in rassegna 3,8 miliardi.

Le esportazioni di prodotti chimico-farmaceutici sono cresciute del 23% solo per il mese di maggio. Da sole spiegano l'incremento delle esportazioni complessive, sottolinea l'AFD nel suo comunicato. Il secondo ramo per importanza nell'export, ossia il settore delle macchine e dell'elettronica, ha fatto registrare una contrazione del 7%.

Prosegue intanto la flessione dell'orologiero, fissatasi nel mese sotto esame a un -14,2% (-9,7% non corretto per il numero di giorni lavorativi); si tratta della terza diminuzione a due cifre degli ultimi tre mesi e del dodicesimo mese consecutivo in calo. Il settore della bigiotteria e gioielleria ha registrato una flessione del 2,6%.

Le esportazioni presentano un quadro eterogeneo a seconda dei continenti considerati. La domanda è risultata dinamica in Nord America (+44%, soprattutto per prodotti farmaceutici). In Europa la crescita è stata del 4% (Ue: +6%), anch'essa sostenuta in particolare dal settore pharma. Più in dettaglio, la crescita del Belgio è risultata del 31% e quella della Gran Bretagna del 20%. Seguono i Paesi Bassi (+14%) e la Spagna (+12%).

Per quanto attiene all'Asia, la diminuzione del 10% si spiega soprattutto col calo registrato in Arabia Saudita (-41%), in Giappone (-32%) e nella città-Stato di Singapore (-22%). In crescita invece la Cina (+7%). Brusca frenata per il Brasile in America latina (-21%).

In merito alle importazioni, sempre in evidenza il settore chimico/farmaceutico (+28,1%/+763 milioni), che ha contribuito per il terzo mese di fila alla crescita globale. In flessione invece i prodotti energetici (-30%, -223 milioni). In espansione le macchine e l'elettronica (+3%, +79 milioni), mentre hanno sofferto la bigiotteria/gioielleria (-12%) come anche i veicoli (-7%).

Considerando le grandi aree regionali, solo l'America latina è risultata in calo (-14%). In progressione invece l'import dall'Asia (+19%/+364 milioni); in particolare evidenza il Vietnam (+122%), Singapore (+88%) e la Cina (+10%).

L'Europa ha segnato una progressione del 4% (+378 milioni), con l'Irlanda (+28%), la Spagna (+24%) e la Gran Bretagna (+18%) in testa. Poco mosso l'import dall'America del Nord (+2%).

sda-ats

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