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Operativo nell'organizzazione degli attentati del 13 novembre a Parigi, presente in prima persona in quelli di Bruxelles, Mohamed Abrini - catturato oggi in Belgio - era l'ultimo jihadista di primo piano della cellula operante tra Francia e Belgio ancora ricercato.

Trentuno anni, franco-marocchino, risultava fino ad oggi inafferrabile. La sua immagine compariva negli ultimi anni ora in Siria, ora in Francia, ora in Belgio. Personaggio enigmatico, avrebbe dovuto sposarsi proprio lo scorso novembre, nel mese degli attentati di Parigi. E proprio queste nozze - e un appuntamento il 13 a Bruxelles per firmare il contratto dell'appartamento in cui sarebbe dovuto andare a vivere con la futura moglie - sono il suo alibi per la notte delle stragi.

A Molenbeek, dove viveva da ragazzino, è per tutti "Brioche", il garzone della boulangerie poi fallita. Ladruncolo e scippatore già da adolescente, fa il salto di qualità con un colpo da 200.000 euro. Nel file che accompagna il suo mandato di cattura internazionale, furti, danneggiamenti, detenzione di stupefacenti e complicità nella preparazione di attentati.

In Siria fu localizzato con certezza lo scorso giugno, forse sulle tracce del fratello Souleymane, morto da jihadista. Tre giorni prima degli attentati di Parigi era con il fratello di Salah, Brahim (che si farà esplodere al bistrot Voltaire) nella Clio che sarà ritrovata nel 18/o arrondissement di Parigi, dove era in programma un'azione mai portata a termine.

I due erano in missione per reperire due covi, uno a Bobigny dove avrebbe dovuto alloggiare il commando dei kamikaze dello Stade de France. Arrivati sul posto, i due non hanno né documenti né carta di credito, e rinunciano. Abrini ci riprova il giorno dopo, arrivando da Bruxelles stavolta al fianco di Salah, direzione Alfortville, banlieue di Parigi dove affittano gli "studio" dove andranno ad alloggiare gli uomini del Bataclan.

Sul percorso, vengono immortalati dalla telecamera di una stazione di servizio. Il giorno dopo, vigilia degli attentati, è in una delle tre auto del convoglio che porta i terroristi a Parigi. Ma l'appuntamento a Bruxelles per firmare il contratto della futura casa dove sarebbe andato a vivere con la moglie dimostra che il 13 sera non era in Francia.

sda-ats

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