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Il segretario di stato John Kerry e il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov

KEYSTONE/AP POOL Reuters/KEVIN LAMARQUE

(sda-ats)

Stati Uniti e Russia hanno finalmente trovato un accordo sulla Siria per un cessate il fuoco che aiuti a portare il martoriato Paese verso una transizione politica, anche attraverso una collaborazione militare sul campo.

L'accordo, se applicato, entrerà in vigore dal tramonto di lunedì e segnerà un 'punto di svolta' in direzione della fine della sanguinosa guerra civile, secondo il segretario di Stato Usa, John Kerry, che ha fatto l'annuncio alla stampa a notte fonda insieme al suo omologo russo, Serghiei Lavrov, a Ginevra, al termine di una lunga maratona negoziale di oltre 13 ore. Secondo Lavrov, il regime dell'alleato Bashar al Assad, a questo punto è "pronto" a collaborare.

L'obiettivo finale dell'accordo è creare le condizioni per la ripresa dei negoziati di pace, hanno detto i due ministri degli esteri.

Una svolta possibile, ha fatto capire Kerry, se effettivamente l'accordo verrà messo in pratica non solo dalle due superpotenze, entrambe direttamente implicate militarmente nel conflitto, ma anche dal regime di Bashar al Assad, alleato di Mosca, e anche dai gruppi ribelli arabi e curdi sostenuti da Washington.

Ma il castello laboriosamente costruito, dopo mesi di negoziati frenetici e di tira e molla e ben quattro incontri a due dal 26 di agosto, poggia in gran parte sulla capacità di persuasione che Mosca e Washington potranno esercitare sui loro alleati.

In particolare la Russia dovrà convincere Assad a mettere le briglie alle forze che combattono con lui, includendo ovviamente le milizie hezbollah e iraniane, mentre gli Usa dovranno riuscire a convincere i miliziani "moderati" a rompere con i qaedisti del Fronte al-Nusra e con gli altri gruppi estremisti islamici che a vario titolo combattono contro Damasco. Anche per "isolare" il nemico che le due potenze, se tutto andrà per il giusto verso, potranno in futuro combattere insieme.

Su questo punto Kerry e Lavrov hanno detto che Russia e Usa non andranno più in ordine sparso, ma dovranno condividere i dati d'intelligence militare e contro l'Isis e coordinarsi nelle operazioni dall'aria. Tutte cose che però dovranno attendere ancora un po', per capire come evolverà la situazione sul campo, se il livello di violenza effettivamente diminuirà in un conflitto che in cinque anni si stima abbia lasciato sul terreno almeno mezzo milione di persone.

sda-ats

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