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Il Tribunale federale ha confermato la condanna a 20 anni di prigione per un padre di famiglia kosovaro, oggi 48enne, che nell'aprile del 2009 uccise la moglie di 35 anni con cinque colpi di di pistola davanti ad una fermata del bus a Riniken (AG).

La coppia aveva tre figli e il padre era già stato arrestato nel 2008 per aver minacciato la donna con un revolver. Secondo la pubblica accusa, l'uccisione della donna fu preparata minuziosamente.

Il 9 aprile 2009 testimoni videro il kosovaro sparare diversi colpi di pistola contro la moglie, prima di darsi alla fuga a bordo di un'auto. Gli agenti lo arrestarono nel giro di poche ore al suo nuovo domicilio, grazie al numero di targa.

L'imputato confessò in fase istruttoria di avere sparato alla moglie, perché si era separata e chiedeva il divorzio. In aula l'uomo non diede segni di pentimento e raccontò che aveva sempre con sé l'arma utilizzata per il delitto, perché aveva paura dei parenti della moglie.

La sentenza del Tribunale distrettuale di Brugg (AG), che ha riconosciuto l'uomo colpevole di assassinio, di messa in pericolo della vita altrui e di violazione della legge sulle armi, è già stata confermata in seconda istanza dal Tribunale cantonale.

Con una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ha respinto il ricorso del condannato, arrivando alla conclusione che la pena è stata fissata in modo corretto.

sda-ats

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