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Un tecnico del CERN al lavoro.

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Lo 'stargate' della fisica finalmente si è aperto: nell'acceleratore più grande e potente del mondo, il Larga Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, sono avvenute le prime collisioni tra fasci di particelle molto ricchi.

All'energia di 13'000 miliardi di elettronvolt (13 TeV) si è messa in modo una gigantesca fabbrica di dati sull'universo e sulle particelle che lo 'modellano', molte delle quali sono probabilmente sconosciute e capaci di rivelare fenomeni che le teorie attuali non prevedono.

"Rimettere in moto l'Lhc è sempre una grande emozione", ha detto il direttore generale del Cern, Fabiola Gianotti. "Con i dati che potranno raccogliere nel 2016, gli esperimenti permetteranno di ottenere misure più precise del bosone di Higgs, come di altre particelle e fenomeni noti, ma nello stesso tempo - ha aggiunto - ci permetteranno di guardare ad una nuova fisica, con un accresciuto potenziale di scoperta".

Quali siano le sorprese in agguato nessuno può dirlo. Quello che è certo è che "la nave è salpata verso terre sconosciute", come ha rilevato il presidente dell'Istituto italiano di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni. "La macchina sta funzionando, nonostante le faine", ha detto ancora riferendosi all'incidente a un trasformatore provocato a fine aprile da una faina e che ha provocato qualche giorno di ritardo. Superato rapidamente il problema, adesso "sono state raggiunte le collisioni di particelle all'energia più alta cui abbia mai funzionato una macchina. Adesso - ha detto ancora Ferroni - dobbiamo avere pazienza e sperare che la natura abbia deciso di darci una mano".

Il primo compito dell'Lhc resta comunque studiare nei dettagli il bosone di Higgs", la particelle grazie alla quale ogni cosa ha una massa scoperta nel 2012. Questa particella era l'ultima tessera del puzzle che ancora mancava per completare il quadro di riferimento della fisica moderna, chiamato Modello Standard. Tutto quello che le collisioni dell'Lhc potranno mostrare al di là delle previsioni del Modello Standard sarà la cosiddetta "nuova fisica". Si spera così che la grande quantità di dati prodotta dall'acceleratore riesca a rivelare particelle mai viste. Le attese maggiori si concentrano sulla composizione della materia oscura, la materia invisibile e misteriosa che occupa il 25% dell'universo e che nessuno finora ha mai osservato.

sda-ats

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