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Nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) in vista per i dipendenti del settore alberghiero e della ristorazione: la nuova normativa, che dovrebbe entrare in vigore nel 2017, è stata approvata dalle organizzazioni dei lavoratori e associazioni padronali del ramo.

Frutto di due anni di negoziati, il CCL mira a migliorare l'immagine del settore, a incoraggiare un processo di professionalizzazione e a ridurre le fluttuazioni di personale, si legge in un comunicato odierno. Obiettivo generale è garantire condizioni eque che permettano al ramo di preservare la sua competitività sul mercato del lavoro.

Le principali novità concernono l'aumento del salario minimo dello 0,3%, l'allungamento del congedo paternità da 3 a 5 giorni, l'ampliamento dell'aiuto finanziario previsto per la formazione e il perfezionamento, nonché un adattamento della pratica della riduzione della retribuzione nel periodo di introduzione al lavoro.

La convenzione sarà sottoposta al Consiglio federale affinché la decreti di obbligatorietà generale. Avrà una durata di quattro anni e sostituirà l'attuale intesa che rimarrà in vigore sino a fine dicembre.

Il primo CCL del ramo risale al 1974. Attualmente è il più grande contratto di lavoro con obbligatorietà generale: concerne 27'000 aziende e 200'000 dipendenti.

sda-ats

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