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Sulla sinistra il presidente turco Recep Erdogan a Louisville

KEYSTONE/EPA/ERIK S. LESSER

(sda-ats)

Ai funerali di Muhammad Ali scoppia il caso Erdogan.

Il presidente turco - a Lousville per rendere omaggio al grande campione - dopo aver preso parte al funerale islamico di giovedì avrebbe deciso di lasciare in anticipo gli Stati Uniti e di non partecipare alla grande cerimonia interreligiosa in programma per oggi. Motivo? Si sarebbe offeso per quella che avrebbe definito una mancanza di rispetto da parte degli organizzatori.

Cosa sia successo veramente non è chiaro. Molte le versioni che circolano sui media, tra cui quella che ad Erdogan non sia stato permesso di porre sulla bara di Ali un pezzo di stoffa proveniente dalla Kaaba, l'antica costruzione al centro della Mecca, il luogo più sacro dell'Islam.

Altri invece parlano - come riportano alcuni media - di un Erdogan infuriato perché gli sarebbe stato negato il permesso di leggere un passo del Corano durante la cerimonia. Come non bastasse, si sarebbe verificato anche un parapiglia tra le guardie del corpo del presidente turco e alcuni agenti del Secret Service.

Un episodio al limite dell'incidente diplomatico, visto che il Secret Service è il corpo votato alla protezione delle più alte cariche dello stato americano a partire dal presidente e dagli ex presidenti degli Stati Uniti. Come Bill Clinton, incaricato di tenere l'elogio funebre durante la cerimonia.

sda-ats

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