Tutte le notizie in breve

Troppi farmaci per chi affronta il Monte Bianco?

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA BELLA

(sda-ats)

Una ricerca francese lancia l'allarme sull'abuso di farmaci tra gli alpinisti che salgono sul Monte Bianco. Ogni tre scalatori infatti ce n'è uno (35,8%) che ne assume.

Si tratta soprattutto di diuretici (22,7%) e sonniferi (12,9%). I primi (come l'acetazolamide) sono utili a combattere il mal di montagna ma se usati in chiave preventiva "possono essere visti come 'doping' in quanto possono migliorare le prestazioni ad alta quota diminuendo" le probabilità di malori. I secondi, anche e soprattutto se assunti in combinazione con altri farmaci, "potrebbero compromettere la sicurezza degli scalatori in un ambiente pericoloso".

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, ha analizzato l'urina di 430 alpinisti di sesso maschile. I campioni sono stati raccolti con un sistema automatico, in modo anonimo e all'insaputa degli scalatori che hanno usato le toilettes di due rifugi lungo le vie normali di ascesa sul versante francese, il Gouter (3.835 metri) e il Cosmiques (3.613 metri).

La ricerca 'Drug use on Mont Blanc: a study using automated urine collection' è stata condotta dall'Ecole nationale de ski et d'alpinisme (Ensa) di Chamonix (Francia), in collaborazione con i laboratori dell'università di Grenoble. In generale, scrivono gli studiosi, "i farmaci utilizzati sembrano destinati principalmente ad alleviare i sintomi legati alla mal di montagna, ma non rappresenterebbero un comportamento di doping".

Poco diffuso, secondo la ricerca, risulta l'impiego di glucocorticoidi (3,5%), che sono potenti antinfiammatori, e di stimolanti (3,1%), come la caffeina e la cocaina (trovata in tre soli campioni). Questi due tipi di farmaci, insieme all'acetazolamide (un diuretico), "sono nella lista delle sostanze proibite dall'Agenzia mondiale antidoping", ricordano i ricercatori. Su un totale di 430 campioni, 33 sono stati trovati positivi per almeno due farmaci: la combinazione più frequente è tra l'acetazolamide e un sonnifero (2,1%).

In prospettiva futura, gli studiosi suggeriscono di estendere questo metodo di campionamento delle urine ad altri contesti: dallo studio sull'abuso di droghe in eventi come i festival musicali alle politiche antidoping "tra gli atleti che partecipano a manifestazioni sportive" come le gare di endurance, passando per la ricerca sul consumo di "sostanze psicotrope tra i conducenti (utilizzando i bagni delle stazioni di servizio) ai fini della sicurezza stradale".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve